LA QUOTA di mercato italiano nel commercio internazionale nel 2002 è in leggera flessione: 3,9% rispetto al 4% del 2001.
Il calo delle esportazioni (-2,8%), inoltre, è stato superiore a quello delle importazioni (-2,6%). L'export italiano vale complessivamente 265,4 mld di euro a fronte di importazioni per 256,9 mld. L'andamento nel 2002, in particolare, ha risentito del calo dell'export (-9,5%) verso la Germania, che resta tuttavia il nostro primo partner commerciale, con un valore delle esportazioni di 36,3 mld di euro. Le importazioni tedesche, invece, sono ammontate a 45,6 mld di euro, con una flessione pari al 3,1 per cento. Secondo partner commerciale italiano è la Francia, verso cui abbiamo esportato beni per 32,3 mld di euro, a fronte di importazione per 30 mld. Il nostro export è in flessione dell'1,5% rispetto al 2001 anche verso gli Stati Uniti con un valore di 28,5 mld, contro importazioni per 12,5 mld di euro (-3%). A controbilanciare in parte questi dati c'è la buona performance verso i paesi emergenti. La quota di mercato italiano in Russia è passata dal 6% del 2001 al 6,4% del 2002, con esportazioni per 3,8 miliardi e una crescita percentuale del 7,4 per cento. Ancora più significativa l'avanzata in Cina, che supera i 4 miliardi di euro e cresce del 22,7% rispetto al 2001. Il vice ministro delle Attività Produttive Adolfo Urso ha rilevato che il sistema del commercio estero italiano ha resistito e nel 2002 il calo è stato limitato. Questo, nonostante la perdurante congiuntura sfavorevole che ha condizionato l'economia internazionale, nonostante avvenimenti straordinari come la guerra in Iraq e la diffusione della Sars. Si sono verificate condizioni internazionali straordinariamente negative, in cui alla crisi del Mercosur si sono aggiunte le crisi dei nostri principali partner commerciali, come Germania, Francia e Stati Uniti. Ha pesato inoltre il forte apprezzamento dell'euro sul dollaro rendendo più difficile la nostra penetrazione commerciale.
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