I gay disertano il film sull'attivismo LGBT. "Vi meritate Adinolfi", bufera sul distributore
Il film sui pionieri dell'attivismo Lgbt fa flop in Italia e la colpa è di Mario Adinolfi. Questo è il contenuto di un post sui social network di Teodora Film, l'azienda che ha curato la distribuzione di "120 battiti al minuto", uscito lo scorso weekend in Italia premiato a Cannes, tanto che molti lo vedono come possibile vincitore di un Oscar. Premesse ottime per un successo al botteghino. Peccato che il film di Robin Campillo sui primi attivisti parigini per i diritti dei gay e contro l'Aids ha incassato solo 66.998 euro in quattro giorni di programmazione (10.299 spettatori paganti, 1.675 euro a sala in media). Fiasco in Italia per #120BattitiAlMinuto che nel mondo riempie le sale: e anche la comunità LGBT diserta il film. Ve lo meritate Adinolfi pic.twitter.com/7bbQsXTpuF— Teodora Film (@teodora_film) 10 ottobre 2017 Il distributore ha così sfogato il suo disappunto su Twitter e Facebook: "Fiasco in Italia per #120BattitiAlMinuto che nel mondo riempie le sale: e anche la comunità LGBT diserta il film. Ve lo meritate Adinolfi". Molti utenti non hanno gradito l'uscita, non tanto perché sostenitori del blogger e politico pro-famiglia, quanto per l'insensato parallelismo: "Ma lo avreste mai scritto 've lo meritate Hitler' per un film sulla Shoah? L'amarezza non giustifica un insulto", commenta un utente In seguito sono arrivati post e tweet dello stesso tenore da parte del distributore, senza però tirare in ballo altri che "la comunità LGTB" che in Italia "diserta il film".
Dai blog
Lazio, solita beffa arbitrale
Mistero David Bowie. Enigma tra esoterismo e trasformazioni
Generazione AI: tra i giovani italiani ChatGPT sorpassa TikTok e Instagram