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La rinascita di Chiara: «Non ho mai mollato di fronte alla perfidia»

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La cantante: «Ho sofferto dopo gli sbagli davanti al Papa ma in questo lavoro sarò sempre giudicata» 

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C'era voluta tutta la sua tempra padovana per farle superare l'amarezza di quel giorno a Rio de Janeiro dell'estate 2013: centinaia di migliaia di persone davanti al palco, il Papa ad ascoltarla in collegamento. «E io sono credente. Anzi, mettiamola così: non posso non credere in Dio». Emozione, qualche verso sbagliato nel cantare "La cura" di Battiato, e i social la sbranarono. «È un episodio che ricordo con tenerezza. quello della Giornata della Gioventù. Ma non ho mai detto cosa accadde: c'erano problemi tecnici, non avevo ritorno audio e non sentivo l'orchestra. E dopo, su internet, ho letto tanta cattiveria nei miei confronti.Ma è normale: in rete vengono sfogati gli istinti peggiori. Sarebbe più onesto se certe cose te le dicessero in faccia. Ci ho sofferto, ma ho capito: se fai questo lavoro aspettati di essere sempre giudicato». Chiara Galiazzo, a quel punto lei aveva già vinto XFactor 6. Ma dopo il trionfo, cominciava la salita. Qualcuno le ha anche rimproverato gli spot della Tim, sostenendo che la riducevano a una macchietta. «Quando lo capisci ci soffri. Il talent ti regala un'esposizione mediatica pazzesca, ma la carriera vera è un'altra cosa. L'ho capito anche stando vicino a colleghe di quelle che quando entrano in una stanza l'aria si ferma. Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia. Sono speciali: per questo sono rimaste così a lungo sulla cresta dell'onda. Ho passato un periodo molto complicato, dopo XFactor, rimettendo tutto in discussione. Ma non ho mai pensato di mollare, o di tornare a fare la trader precaria: ero solo convinta, e lo resto tuttora, che la priorità sia dare un senso a quel che faccio, cantando. Quanto agli spot, i conti si fanno alla fine. Chi non mi conosceva per le mie canzoni ha imparato a identificarmi per la faccia». Non mollare, dice. La sente anche come una responsabilità nei confronti dei fans? «Lo é. Una volta restai sconvolta quando una ragazza, piangendo, mi rincorse fin dentro il bagno di un aeroporto per ringraziarmi. Era reduce da esperienze dolorosissime, mi confidò, e la mia canzone "Due respiri" l'aveva aiutata a superarle. Ecco, questo mi spinge a crederci sempre. La musica è una magia inspiegabile, una medicina per lo spirito». Lo è anche per lei, a quanto pare. Questo suo secondo album, "Un giorno di sole" è un perfetto catalogo di speranze pop. «È un disco che definirei motivazionale, è la mia rinascita. Canto cose che vorrei sentirmi dire, cose che sento mie. Spero sempre che nell'anima spunti un giorno di sole anche quando tutto intorno a te sembra coperto dalle nuvole. Il pezzo scritto da Daniele Magro che dà il titolo al disco ha un testo che denuncia sofferenza, ma la musica offre un ritornello allegro, quasi anni Sessanta». In "Nomade" cita Frida Kahlo. «È un personaggio c he amo da molti anni, anche se ora va molto di moda. Lei diceva: "la realtà non serve se hai ali dietro te, tu vola via con me". La prima volta che incontrai Magro mi regalò un album da colorare con immagini di Frida e dei pastelli a cera. Mi sentivo felice come una bambina». Vede ancora X Factor? «Sono una grande fan di Morgan. E sono curiosa di vedere che lavoro farà Fedez con l'hip hop. Non mi dispiace la Cabello, anche se ha osato baciare il mio Mika!». Nel 2013 è stata a Sanremo. E ora? «Ci andrei sempre, è una festa nazionale. Ho un sacco di canzoni giuste nel cassetto, ci stiamo pensando».

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