Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

Il mondo celebra la Callas e l'hotel Quirinale di Roma le dedica una suite

0707N_-Q5W_WEB

Visse d'arte e d'amore. Ma nacque grassa e piena di curve, proprio come la mamma che mai l'accettò. Cecilia Sofia Anna Maria Kalogeropoulos (più tardi Mary Ann e, dopo il rientro in Atene, Marianna),...

  • a
  • a
  • a

Visse d'arte e d'amore. Ma nacque grassa e piena di curve, proprio come la mamma che mai l'accettò. Cecilia Sofia Anna Maria Kalogeropoulos (più tardi Mary Ann e, dopo il rientro in Atene, Marianna), lo diceva spesso: «Mia madre non mi ha mai voluta. Si aspettava un maschio che sostituisse Vassilios, mio fratello morto all'età di 3 anni, quando ha visto me, una bambina di 6 chili appena nata, se avesse potuto, mi avrebbe data al macellaio». Prima ancora di vedere in lei la gallina dalle uova d'oro e di tentare di farla prostituire con un colonnello italiano, la mamma faticava a ricordare il suo primo vagito. «Mia madre si era scordata il giorno della mia nascita, mia sorella credo non si ricordasse di avere una sorella e mio padre era l'unico a rendersi conto della mia esistenza». Amaro sollievo di una donna diventata mito, nata brutto anatroccolo nel dicembre 1923: il registro dell'anagrafe riporta il 3, il passaporto il 2, mentre sia la madre che lei concordavano sul 4, data di cui la Callas non era sicura ma che prediligeva perché giorno di Santa Barbara, beata pugnace e combattiva che sentiva a sé congeniale. Perché Mary Kalos, come la chiamavano da bimba, bramosa di emergere lo fu sempre. Anche quando imparò canto da David, Stephanakos ed Elmina, i suoi canarini in gabbia. Aveva 3 anni e non era ancora stata battezzata a New York, dove i nomi di Anna e Maria vennero aggiunti il 26 febbraio 1926. Il resto è la storia di una donna insonne, grafomane, miope al punto che le disegnavano delle enormi righe bianche per salire sul palco e incantare il mondo con il suo canto acrobatico e di forza. Soprano sublime e mito indiscusso, ha diviso in due ere la storia dell'opera, "a.C." e "d.C.", cioè prima della Callas e dopo la Callas, come lei stessa diceva parlando di sé in terza persona. Superstiziosa al punto di farsi cucire i gioielli scaramantici negli abiti di scena, dopo che Luchino Visconti le aveva proibito di mischiare monili veri con quelli da palco, dimostrò tenacia da vendere quando dimagrì 35 chili in 3 mesi: io suo mito era Audrey. Leggenda vuole che per emularla, la cantante abbia volutamente ingerito un verme solitario. Fatto sta che Biki e Christian Dior le restituirono un'aria regale. Nel frattempo Maria era diventata grande. Si era sposata con Titta Meneghini. Aveva cantato in tutto il mondo: solo nel 1948, furono ben undici gli allestimenti in 12 mesi. Icona di stile e di canto, divenne amica della giornalista Elsa Maxwell, regina del gossip che inventò i party. E proprio a una festa Maria conobbe Aristotele Onassis. Per lui abbandonò il marito. Si innamorò perdutamente per poi essere buttata via come una vecchia camicia, lisa. Madre di Omero che visse due ore soltanto, la Callas conobbe la solitudine quando Ari l'abbandonò, preferendo Jackie Kennedy che sposò stipulando tra i primi contratti prematrimoniali della storia. Morta a Parigi nel 1977 per dermatomiosite, il mondo ancora la celebra. L'ha fatto Google con il doodle, lo fa l'editore Gremese con il libro "Maria Callas" e perfino l'Hotel Quirinale a Roma, dedicandole una suite.

Dai blog