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Riparte un'altra grande trilogia diretta da Peter Jackson e ancora una volta ispirata alle avventure narrate da Tolkien.

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Inseguito, uno dopo l'altro, 12 nani e il loro capo Thorin Scudodiquercia, prenderanno possesso della casa dello hobbit Bilbo e della sua dispensa, per arruolarlo e partire con lui alla riconquista del vecchio regno dei nani, Erebor, da troppo tempo nelle grinfie del terribile drago Smaug. Quasi a legare le due trilogie (quella vecchia del «Signore degli Anelli» e la nuova sullo Hobbit) il regista, che stavolta utilizza la tecnica tridimensionale, ha ideato un prologo nel quale Elijah Wood compare come traghettatore e tramite tra le due esperienze cinematografiche. A parte la durata eccessiva del kolossal (di circa tre ore), è davvero straordinario il dialogo tra Bilbo (Martin Freeman) e il viscido Gollum (Andy Serkis). «Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato» racconta la prima parte dell'avventura dello hobbit Bilbo Baggins che si avvia verso il regno di Erebor insieme al mago Gandalf ed ad una compagnia di 13 nani per aiutare questi ultimi a riprendersi il regno ed il tesoro sottratti ai loro antenati dal drago Smaug. Durante il viaggio la compagnia affronterà molti pericoli, come orchi e goblin, mentre Bilbo si ritroverà catapultato nella tana di Gollum, dove entrerà in possesso dell'Unico Anello, oggetto dal quale dipende il destino dell'intera Terra di Mezzo. Ancora avventure, ma stavolta più reali e adranaliniche quelle raccontate in «The Grey» di Joe Carnahan che dirige uno strepitoso Liam Neeson nei panni di John Ottway, lavoratore in una base dispersa tra i ghiacci dell'Alaska. Il suo è un compito particolare: deve difendere i suoi colleghi dai lupi che sono numerosi nella zona. Ottway è però in crisi depressiva e sta per spararsi quando proprio la presenza di un lupo lo distoglie dal gesto fatale. Ecco che mentre fa ritorno a casa, con alcuni colleghi, a bordo di un aereo precipita tra i boschi e i sopravvissuti avranno a che fare proprio con i lupi feroci, archetipi delle paure più ataviche dell'umanità. Carnahan, che ha anche scritto la sceneggiatura con Ian Mackenzie Jeffers, disegna con acume psicologico i caratteri dei superstiti. Su tutti emerge il carisma di Liam Neeson che dà grande credibilità a un personaggio inseguito dal lupo (nella realtà esterna come in quella interiore). Tra questi due film si piazza una commedia particolare e piena di paesaggi italiani, diretta da Susanne Bier, ambientata tra Sorrento e la Germania, con un Pierce Brosnan per la prima volta nei panni di un romantico e ricco imprenditore vedovo. In «Love is all you need» sarà proprio lui ad innamorarsi di una donna piena di guai, ma anche di grazia e ironia, con la quale l'uomo riuscirà a dimenticare persino quella moglie che perse anni prima in un incidente improvviso. Superba anche l'interpretazione della partner femminile, Trine Dyrholm. Din. Dis.

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