Il deludente «sequel» di un disco leggendario
Uncapolavoro del "progressive", con l'espediente dei testi "scritti" dall'immaginario enfant-prodige Gerald Bostock. Oggi Ian Anderson azzarda il sequel per raccontarci cosa sia diventato il personaggio-ragaz-zino sotto i colpi di un insidioso destino. La leggendaria copertina-quotidiano è diventata un sito web, il cd è di fatto un prodotto "solo" del flautista. I Jethro storici non esistono più. In ogni senso.
Dai blog
Fenomeno Anna, la rapper dei record cala un altro asso
La modernità di Ulisse nell'Odissea pop di Christopher Nolan
La rinascita della melodia nelle canzoni di Valerio Piccolo