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di Carlo Antini Altro che giornaletti.

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Sembranopassati secoli da quando in edicola Tex Willer costava 150 lire. Adesso gli albi sono rilegati con cura, stampati su carta patinata e considerati un oggetto pregiato. Discorso analogo vale per le strisce di Lupo Alberto di Silver o Mafalda di Quino. Da un passato economico a un presente di lusso per opere che, fin troppo a lungo, sono state considerate poco più che divertissement per giovanissimi. E che dire di Diabolik? Le sorelle Giussani ne hanno fatto un cult senza tempo e le strenne natalizie ringraziano. Ora la storia è cambiata. A dire il vero l'aria è cambiata già da un po'. Ma ora le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. E ciò che prima era soltanto pop, ora è di tendenza. Ciò che prima era basso, ora è riconosciuto anche ai piani alti della critica culturale. La seconda giovinezza della graphic novel viene da lontano. Dall'eredità di grandi autori che da decenni fanno di questo genere misto di letteratura una vera e propria forma d'arte d'alto livello. Il tratto grafico si sposa al racconto di veri e propri romanzi che nascono dallo studio di periodi storici o dalla più raffinata introspezione psicologica. A cominciare da Corto Maltese, il più famoso e importante personaggio di Hugo Pratt. La narrazione, come la maggior parte delle avventure del suo personaggio, rimanda la memoria ai grandi romanzi d'avventura di Conrad, Melville, Lewis, Cooper e Dumas. Ma soprattutto, a ispirare Pratt fu uno scrittore oggi dimenticato, Henry De Vere Stacpoole, autore di «Laguna Blu». La prima storia di Corto Maltese, «Una ballata del mare salato», autentica pietra miliare del fumetto, fu successivamente ristampata anche sulle pagine del Corriere dei Piccoli. Attraverso le avventure del suo marinaio, Pratt si affermò come uno dei più importanti autori al mondo. Il suo immaginario colto e popolare al contempo, la perenne ricerca di uno stile grafico essenziale ed espressivo, la consumata abilità narrativa lo rendono un punto di riferimento per chi voglia studiare le possibilità espressive della «letteratura disegnata», come orgogliosamente definiva il suo lavoro lo stesso Pratt. Allievo e amico di Pratt, fu Milo Manara. Tra i due una collaborazione di lunghissima data che ha portato alla realizzazione di alcune tra le opere principali nella storia del fumetto italiano. Su tutte la storia pubblicata nell'83 su Corto Maltese e intitolata «Tutto ricominciò con un'estate indiana», fino ad arrivare a «El Gaucho». Tra i fiori all'occhiello di Manara i duetti con Federico Fellini che gli donò il soggetto per «Viaggio a Tulum» e per «Il Viaggio di G. Mastorna detto Fernet». Tra i due un'amicizia e un'affinità che affonda le sue radici nel sogno, nella dimensione onirica di una sensualità provocante e provocatoria. Una sensualità sopra le righe ma con la rara capacità di essere impalpabile, sacra e profana insieme. Non solo l'Italia nel meglio della graphic novel. Negli ultimi anni si è imposto all'attenzione di pubblico e critica Frank Miller, fumettista, sceneggiatore e regista statunitense, dotato di uno stile molto vicino a quello dei film noir. Creatore della fortunata serie «Sin City», è noto anche per aver portato, insieme ad Alan Moore, le atmosfere cupe e adulte nello sfavillante mondo dei supereroi. In questo senso sono fondamentali le sue storie su Devil, con la creazione di «Elektra», di «Anno Uno» e «Il ritorno del Cavaliere Oscuro». Dalla sua matita sono nati i personaggi di «300», da cui è stato tratto un film di successo con la regia di Zack Snyder.

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