Le notizie su Radio 24 sono Mine vaganti
Ese il sabato alle 10 con toni impegnativi si continuerà a parlare dell'«Altra Europa», nell'ultima puntata di «Mine vaganti» ecco di nuovo Beppe Braida, a commentare le notizie di cronaca più strambe della settimana. E in effetti all'interno di «Mine vaganti» è lo stesso conduttore ad affermare che «siamo qui per raccontare storie di persone che non fanno rumore». Bisogna credergli. Bastino pochi esempi presi qua e là dalla trasmissione. C'è l'esperto in parolacce. Che di mestiere in realtà fa il caporedattore di Focus, è una persona seria e si chiama Vito Tartamella. Sette anni fa è andato a caccia di quei termini che a volte nascondiamo dietro un «boccaccia mia taci». «Le parole sessuali sono 3.163 in tutto» racconta soddisfatto colui che da tutto questo materiale orale ci ha ricavato un libro. E ciò non stupisce poi più di tanto: ma Taddia, non pago, incalza: «Qualcosa di curioso?», ricevendo in tutta risposta un «I termini sessuali sono i 37%». E svariati esempi (non scendiamo nei particolari). Dopodiché ecco arrivare Augusto De Luca, cultore di graffiti da strada o meglio, collezionista di «stick di graffiti su carta». È finito sul Mattino di Napoli e da lì è diventato anche famoso. Invitato in trasmissione pure Massimo Pamio - dell'associazione Abruzziamoci - ha detto la sua. È alla XI edizione il concorso sulle migliori «Lettere d'amore» (che in realtà devono essere «inedite»): il materiale è stato raccolto in un Museo a Torrevecchia in provincia di Chieti fresco di inaugurazione. Restiamo sempre nel campo delle curiosità visto che - conferma Pamio - alcune epistole sono dedicate alle sigarette o, peggio, alle melanzane (!). Il clima estivo e vacanziero entra in radio nel momento in cui Isa Grassano, autrice del libro «101 cose divertenti, insolite e curiose da fare gratis in Italia» (Newton Compton), viene intervistata da Taddia. L'argomento è molto leggero e il titolo del volume la dice lunga: senza pagare si può godere della Notte della Taranta o dell'alba di Otranto, per essere i primi a vedere il sole che sorge il primo giorno del nuovo anno. Lontano dalle impegnative storie che finiscono in prima pagina, un tocco di originalità non guasta.
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