Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Lo Strega degli outsider

Esplora:
Pennacchi al Premio Strega 2010

  • a
  • a
  • a

Ennio Flaiano alla prima edizione, nel 1947. Vincenzo Cardarelli l'anno dopo. E poi Pavese, Alvaro, Moravia, Soldati, Bontempelli, Bassani, Elsa Morante, Tomasi di Lampedusa. Sono gli scrittori che hanno vinto il Premio Strega, quello nato subito dopo la guerra nel salotto intellettuale romano di Maria Bellonci e sponsorizzato da Guido Alberti, «giovane industriale attento e interessato alla cultura». Bompiani, Einaudi, Mondadori, Garzanti, Feltrinelli, Longanesi gli editori che mandavano in campo i loro cavalli di razza. Ciascuna casa con le proprie specificità, un'identità precisa, la capacità di plasmare la letteratura. E quest'anno? Quest'anno al premio letterario più importante - quello che assicura la fama per un anno e fa vendere almeno 50 mila copie - non partecipano né Rizzoli né Feltrinelli. E hanno detto «no, grazie» Umberto Eco e Alberto Arbasino. Risultato: ieri alle 17, quando la Fondazione Bellonci ha detto stop alla presentazione dei candidati, tra i 19 aspiranti al best seller c'era una sfilza di giovani e una sfilza di sconosciuti. Che succede? Che la letteratura sarà inflazionata dagli under 35? Che lo scrittore per eccellenza è quello dell'opera prima? Che al Ninfeo di Villa Giulia, nella serata più intellettual-radical-chic della Capitale, approderanno ormai gli autori costruiti dagli editor, i personaggi belli e accigliati come il Paolo Giordano de «La solitudine dei numeri primi», long seller anche grazie al titolo inventato in Mondadori? E ragazze solari dalla penna facile come Silvia Avallone, seconda per un soffio l'altr'anno all'outsider Antonio Pennacchi? Oppure succede che, se vince ancora, per la quinta volta, il gruppo Mondadori, gli altri chiudono con l'alloro letterario capitolino e dunque addio agli Amici della Domenica, i quattrocento e passa che presentano i libri e poi li votano? Tullio De Mauro, il linguista che guida la Fondazione Bellonci (la quale durante l'anno fa molto altro per promuovere la lettura, specie tra i giovani) resta imperturbabile. Le chiacchiere fanno bene allo Strega. Da sempre, specie durante il regno di Anna Maria Rimoaldi, che l'ha preceduto, il gioco delle schede consegnate direttamente dagli editori ha dominato. Ora si inviano per posta o vengono consegnate direttamente dai Quattrocento. Ma insomma, Segrate pigliatutto non può continuare. Magari se quest'anno vince un indipendente, una piccola e rampante casa editrice, nella prossima edizione non ci saranno i gran rifiuti degli Eco o degli Arbasino. Il semiologo autore de «Il cimitero di Praga» ha fatto un passo indietro dicendo che lui è una persona educata, gareggiare non sarebbe stato carino verso i giovani autori. Ancora più snob l'autore di «Fratelli d'Italia», il quale ha concesso che, al massimo, lui avrebbe potuto accettare un premio alla carriera, inesistente nel regolamento dello Strega. Però hanno scansato la sfida e così al nastro di partenza si sono affacciati oltre a tanti giovani molti nomi prestati alla letteratura. Mondadori riparte favorito con «Ternitti» di Mario Desiati, editor di Fandango Libri, la costola editoriale del produttore cinematografico Domenico Procacci. Di Fandango è socio Edoardo Nesi. È anche assessore alla Cultura della Provincia di Prato. E concorre con «Storia della mia gente» pubblicato però da Bompiani (Gruppo Rcs). Curiosi gli intrecci dei presentatori. Desiati ha come «padrini» il politicamente sinistrissimo Alberto Asor Rosa e Paolo Di Stefano. Nesi è sostenuto dall'«indisciplinato» Antonio Pennacchi, che l'altr'anno vinse con Mondadori, e dal coerente Sandro Veronesi, premiato nel 2006, ma appunto con Bompiani. In lizza anche don Gino Battaglia, il sacerdote che anima da trent'anni la Comunità di Sant'Egidio, autore di «Malabar» (Guida). E c'è una politica stagionata, Luciana Castellina, fondatrice de Il Manifesto («La scoperta del mondo», Nottetempo). Nel gruppone Viola Di Grado, 23 anni, esordiente, con alle spalle Serena Dandini, che tifa per «Settanta acrilico trenta lana» (E/O); Elliot mette in pista «Mia madre è un fiume» di Donatella di Pietrantonio; Newton Compton punta su «Lo show della farfalla» di Franco Matteucci. Gli altri in gara sono Bruno Arpaia, Alessandro Bertante, Fabio Geda, Lorenzo Greco, Giorgio Nisini, Gerardo Pepe, Flavio Santi, Gilberto Severini, Gabriella Sica, Andrea Tarabbia, Mariapia Veladiano e Boris Virani. Il 27 aprile il comitato direttivo dello Strega comunicherà i 12 candidati. La cinquina si voterà il 15 giugno. Il 7 luglio gran finale.

Dai blog