L'ironico ritorno al thriller dei Vanzina
Grant,Italia, 2011. Un giallo italiano. Ambientato nel mondo della moda. Per citare, a distanza, un altro film dei fratelli Vanzina con lo stesso titolo realizzato nell'85. Qui, però, a differenza della prima volta, i due Vanzina, Carlo regista, Enrico sceneggiatore, hanno puntato molto di più sul giallo, pur tenendo al centro modelle, stilisti e, come il titolo voleva, sfilate. A Milano, ma si viaggia molto, per seguire varie piste e varie vicende che si intrecciano. Delle modelle muoiono, un commissario indaga e comincia a sospettare di tutti perché la storia, come di consueto, è costruita in modo che via via ogni personaggio, con alibi o senza, finisca per apparire come il possibile assassino, che alla fine ovviamente si scoprirà e sarà, come sempre, proprio quello su cui pesavano meno indizi. Le sfilate (non molte) sono colorate, le modelle - vive o destinate a finir presto ammazzate - hanno il fascino necessario e il commissario, muovendosi in mezzo a loro, arriva a suscitare anche qualche interesse sentimentale cui però non cede non solo perché è legittimamente coniugato, ma perché sua moglie sta per regalargli una bella bambina. La regia di Carlo Vanzina è abile specie quando, navigando con disinvoltura tra gli schemi del genere, riesce a cavarne le necessarie tensioni fatte il più possibile scaturire dai molti interrogativi che la trama dissemina, pur accettando, al momento di concludere, qualche incongruenza e qualche concessione al sentimentalismo spicciolo. Gli interpreti non sono molto noti, le modelle in primo piano - Vanessa Hessler, Virginie Marsan, Alexandra Burman - sono comunque belle, e il commissario, Francesco Montanari, visto di recente in "Tutti al mare", ha alle spalle molto teatro così la sua recitazione, con voluto accento del Sud, mostra di dominarla.
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