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E Muti fa il record del Costanzi

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Oltrediecimila spettatori per il Moise et Pharaon di Rossini. Per l'Opera di Roma, dopo anni di crisi, dopo i tagli, le proteste, i bilanci in rosso, un bel respiro di sollievo. Tanto più che il bilancio quest'anno si avvia a una chiusura in pareggio. «Il Mosè è stata una sfida vinta», sorride soddisfatto il soprintendente Catello De Martino. Non era scontato che andasse a finire così. La scelta del Moise, un Rossini diverso da quello che il pubblico conosce, per di più nella versione originale, in francese, aveva suscitato diversi scetticismi. «Invece i risultati sono stati sorprendenti, abbiamo fatto il tutto esaurito tutte le sere», commenta il soprintendente. E il successo ha dato una spinta anche alla campagna abbonamenti e alla vendita di biglietti. Con un incremento del 32 per cento delle vendite a dispetto dei prezzi, aumentati mediamente del 20 per cento. Certo «la presenza del maestro ha dato una svolta importante», riconosce De Martino, «per noi è un modo per uscire dall'anonimato e dal periodo di crisi. Muti è stato bravissimo, è stata bravissima l'orchestra e il coro, rigenerato con la nuova direzione del maestro Gabbiano». Anche l'Opera di Roma, però, ce la sta mettendo tutta. «Il percorso è lungo - premette il soprintendente -, ci sono da superare anni di disaffezione». Con Muti continuerà la collaborazione: «Nel 2012 c'è il progetto di una tournee con il Maestro, in Giappone, dove l'Opera di Roma non torna da sei anni. E ancora, un grande concerto estivo a Caracalla, ne parleremo la prossima settimana», anticipa ancora De Martino. A marzo si replica con «Il Nabucco», sempre con Muti, per festeggiare alla grande i 150 anni dell'Unità d'Italia. Biglietti non ce ne sono già più. «Tutto venduto» a parte il 17 marzo, anniversario dell'Unità, appunto, in cui il teatro dovrebbe essere a disposizione della presidenza del Consiglio. Per chi ancora non ce l'avesse fatta, una speranza comunque c'è. Con Muti, rivela il soprintendente, si stanno valutando le condizioni per fare una replica in più.

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