Saga familiare e pezzo di storia troppo a lungo rimosso
Inrealtà un'opera ciclopica di storia e memoria di un esodo rimosso dalla cultura italiana. Quello dei cispadani polentoni, trentamila agricoltori e operai veneti, friulani, romagnoli che dalle Valli di Comacchio si trasferirono per fame nell'Agro. Destinati a fare l'impresa della bonifica, voluta dal fascismo e da Mussolini, si trasformarono in coloni armati di vanga ed eucalipti idrovori da piantare in una palude tormentata dalla malaria dove far sorgere Littoria. «Canale Mussolini» (Mondadori, pag. 460) è l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine ed è un protagonista dell'ultimo romanzo di Pennacchi insieme alla famiglia Peruzzi, composta da zio Pericle, i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. Ma c'è anche l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa al più valoroso, la più generosa, capace di amare senza riserve e senza paura anche il più tragico degli amori. E poi la nonna, dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli obbediscono senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle, Treves e Turati, fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle trincee sanguinanti della guerra. E una schiera di sorelle, a volte buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti. E Paride, il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato, come l'eroe di cui porta il nome, a essere causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà. E le vicende drammatiche della famiglia s'intrecciano con quelle della storia italiana dall'orgoglio per la nascita delle città di fondazione ai giorni insanguinati della caduta del regime. Il racconto è contaminato da passaggi in dialetto veneto-pontino, niente a che vedere con quello di Goldoni, come chiosa l'autore in appendice, ma un impasto di rovigotto, ferrarese, friulano con forti influenze laziali. Sar. Bir.
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