Partiamo, qualcosa succederà
Ciòche si compone alla tastiera del pc e anche l'inchiostro sui biglietti in compagnia di un mazzo di fiori o di un regalo sono atti simbolici e forti che evocano e cominciano a vivere nel momento in cui chi scrive volta pagina, chiude la bustina o salva una copia con nome. Pratica di benefattori soprattutto di se stessi, di coloro che, scrivendo, ricevono in dono il soffio d'un pensiero che diventa vita. Talmente potente è la forza della scrittura da unire persone sconosciute a se stesse non meno che a chi legge: non c'è differenza. Questo è successo agli allievi di Fabio Pierangeli, docente di Letteratura di viaggio all'Università Tor Vergata di Roma. L'idea è nata difficile. Mischiare i propri appunti di gite con i racconti degli erranti contemporanei affermati. «Nessuno ci darà retta», si dicevano i ragazzi mentre pure accarezzavano il sogno. E invece, molti grandi hanno risposto, aderito e consegnato puntuali racconti e reportage. Al punto che, fatto il primo "Icaro", già si prepara il secondo. Una bella storia di amore per la scrittura e desiderio di mettersi in gioco. Non temendo di scomparire. L'amore per la scrittura, una volta di più, ha fatto l'uguaglianza. a.f.
Dai blog
Lazio, solita beffa arbitrale
Mistero David Bowie. Enigma tra esoterismo e trasformazioni
Generazione AI: tra i giovani italiani ChatGPT sorpassa TikTok e Instagram