Il lampo dell'adolescenza ha la voce di Silvia Avallone
Manon è un romanzo giovanilistico alla Moccia. Due amiche adolescenti si aggirano tra la sabbia del mare di Piombino e i casermoni scrostati di via Stalingrado, un quartiere povero segnato dal destino: gli uomini che lo abitano non hanno alternative allo spaccarsi la schiena nelle acciaierie che sembrano un cimitero industriale. Eppure l'isola d'Elba è vicinissima da distinguerne i particolari e irraggiungibile come uno status symbol. Anna e Francesca rappresentano l'incarnazione della bellezza: seducenti e spregiudicate, finiscono per tramortire nel sole pomeridiano. I padri sono inetti e gelosi, le madri annullate, un fratello, quello di Anna, si droga, e i giovanotti della zona perdono la testa alla vista di quei corpi che iniziano ad esplodere sotto i vestitini dell'estate. Il romanzo potrebbe essere il manifesto della generazione nata negli anni Ottanta che ancora vive tra i giganti di cemento dell'epoca post-industriale e nell'instabilità economica. L'amicizia delle due adolescenti appare un lampo chiaro in una notte nera senza un'alba davanti. Alessandro Moscè
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