E Corot si confronta con Monet e Picasso
IMaestri ai quali si ispirò, gli artisti a lui contemporanei, i suoi successori. È tutto raccolto e descritto nella mostra «Corot e l'Arte moderna», il primo progetto espositivo frutto della collaborazione fra il Musée du Louvre e il Comune di Verona. Una esposizione che si terrà a Verona, aperta da oggi fino al 7 marzo presso la sede del Palazzo della Gran Guardia. L'allestimento, curato da Vincent Pomarède, conservatore capo del Dipartimento di Pittura del museo francese e organizzato dal Museo Civico di Castelvecchio di Verona e da Civita, è del tutto inedito, pensato appositamente per Verona e dedicato a Jean-Baptiste Camille Corot (1798-1875), ritenuto l'ultimo dei classici e il primo dei moderni. I visitatori potranno sbizzarrirsi: il percorso espositivo è infatti costituito da circa 100 dipinti che vanno a raccontare un arco temporale di quattro secoli. Il loro intento è quello di contestualizzare l'operato di Corot: in poche parole non si tratta di una monografica. Come ha ricordato il curatore, la mostra è suddivisa in tre sezioni: nella prima sono raccolte le opere di tradizione classica del XVIII secolo; nella seconda sono presenti gli «ornamenti della natura» mentre, nella terza e ultima parte sussiste il paragone di Corot con gli artisti che gli sono succeduti. È in questa sezione che il pubblico si ritrova davanti a capolavori firmati Cezanne, Picasso, Monet. Attraverso una serie di straordinari confronti emerge con forza lo stile sobrio e luminoso di Corot, a cui hanno contribuito in modo determinante i viaggi in Italia, nel 1825-1828, nel 1834 e nel 1843, tra le rovine di Roma e la campagna laziale - in particolare Tivoli - tra Venezia e il lago di Garda, a ritrovare la luce e l'idea della natura dei suoi illustri precursori. Capolavori provenienti per metà dal Museo del Louvre e in parte da altri trenta musei che si sono adoperati per contribuire in maniera consistente all'esposizione. A presentare l'originale iniziativa, il sindaco di Verona Flavio Tosi, l'assessore alla Cultura del Comune di Verona Perbellini, Paola Marini, il Soprintendente Fabrizio Magani, il curatore Pomarède.
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