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Chiodi, sangue, frammenti di Croce nelle chiese di Roma

Fu soprattutto nel basso Medioevo che le cataste di reliquie sacre, anche di origini dubbie, cominciarono ad ammassarsi in chiese e conventi la cui apparizione, ad esempio per quelli provenienti dalla Terra Santa, è spesso legata a vicende mirabolanti, trafugamenti, furti o ritrovamenti casuali. La posizione della Chiesa in proposito è precisa: il culto delle reliquie sacre non è un dogma. Per le reliquie di Gesù fondamentale sarebbe stata l'opera di Elena, la madre dell'imperatore Costantino, a cui secondo la leggenda si deve il ritrovamento della vera Croce. Porzioni del Sacro Legno sono custodite a Santa Croce, a San Giovanni in Laterano, San Pietro, S. Maria in Trastevere, S. Sabina, S. Maria del Popolo, S. Paolo. E in altre città italiane nonchè Parigi. A S. Croce c'è anche la cappella costruita nel luogo dove c'era la camera di S. Elena: la terra che si trova sotto il pavimento sarebbe stata bagnata del sangue di Cristo. Sono, poi, almeno cinque le chiese che conservano le spine della corona della Passione. E in altre tre altrettanti chiodi. A San Lorenzo c'è una pietra dove Gesù lasciò la traccia quando uscì dal sepolcro. E sempre a Santa Croce si conservano le fiale del suo sangue. A San Giovanni c'è la tavola dell'Ultima Cena nonchè la sedia dove Cristo si sedette, qualche pezzo di pane e il tovagliolo con il quale asciugò i piedi agli Apostoli. La basilica conserva anche il Santo Prepuzio che era stato rubato da un Lanzichenecco nel 1527 e fu poi ritrovato in una prigione. A Santa Maria Maggiore oltre alla mangiatoia c'è pure il camicino che gli fece la Santa Vergine.
Conservare e venerare i resti mortali di chi è trapassato «in odor di santità» è un'antica tradizione popolare e non è mai stato apertamente osteggiato dalle autorità religiose. Le cronache delle vite dei Santi sono piene di anneddoti in proposito. Nel Rinascimento, ad esempio, quando moriva un uomo (o donna) particolarmente virtuoso, nelle ore immediatamente successive il catafalco con la salma veniva portato in processione tra la folla. C'era la credenza che il cadavere emanasse effluvi particolarmente benefici e miracolosi. Ecco perchè c'era la rincorsa ad appropriari di reliquie ex contactu, perlopiù pezze che erano state a contatto con il cadavere, stoffe strappate dal sudario, abiti ma anche unghie, denti, capelli e frammenti di pelle.

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