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«Pietro è qui», capolavori in Vaticano

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Il primo degli apostoli è sepolto sotto quello scrigno, centro della Chiesa che racchiude uno straordinario patrimonio artistico e spirituale. Cinquecento anni dopo quel 18 aprile del 1506 che vide la posa della prima pietra ad opera di Giulio II, la Fabbrica di San Pietro chiude l'anno delle celebrazioni con una mostra che si inaugura il 12 ottobre al Braccio di Carlomagno, giusto nel colonnato berniniano e che riunisce cento capolavori che giungono da importanti musei del mondo. Dietro la regia di Antonio Paolucci, l'ex ministro dei Beni culturali e sovrintendente del polo museale di Firenze. E allora, in sei sezioni, sotto il titolo di «Petros Eni, Pietro è qui», ecco storia e immagini del centro della cristianità. Nella prima viene ricordato l'evento storico di fondazione, gli artisti e gli architetti che hanno definito il profilo della Nuova Basilica; nella seconda i passaggi più eloquenti del processo di progettazione architettonica, a partire da quello bramantesco; la terza sezione è dedicata all'Antica Basilica costantiniana, la quarta all'«Ager Vaticanus»; nella quinta sezione il percorso si aprirà con un confronto fra le personalità e l'operato degli Apostoli Paolo e Pietro, uniti nel mandato di consolidare la prima comunità ecclesiale tramite l'operato di evangelizzazione e di testimoniare la fede fino al martirio; la sesta sezione è incentrata sulle tematiche del primato di Pietro e la devozione petrina, con le testimonianze dei pellegrinaggi alla Memoria Apostolica da parte di alcuni dei santi e beati più noti nella storia della Chiesa, di note personalità letterarie ed artistiche dell'epoca moderna, e dei visitatori attuali. Insieme a planimetrie architettoniche, si esporranno fino all'8 marzo 2007 numerosi documenti, alcuni inediti, dei più noti Artisti ed Architetti (da Bramante a Baldassarre Peruzzi ad Antonio da Sangallo (del quale si proporrà in ricostruzione virtuale il celeberrimo modello ligneo del 1539). E poi disegni e dipinti: di Raffaello, dall'Albertina di Londra, disegni studi preparatori; di Michelangelo studi preparatori conservati presso l'Archivio Storico della Fabbrica e la Biblioteca Apostolica Vaticana); di Tiziano il celeberrimo ritratto di Giulio II dall'altrettanto noto prototipo di Raffaello); e ancora di El Greco (una delle versioni più famose del ciclo «Pietro penitente»), Caravaggio, Bernini, Borromini e Rembrandt. La Fabbrica di San Pietro stessa metterà in mostra uno dei suoi splendidi tesori, il Modello ligneo (1559-1561) realizzato su disegno di Buonarroti, insieme ad altri reperti mai esposti finora fra i quali dei busti marmorei ed elementi scultorei provenienti dagli ambienti ipogei della Necropoli Vaticana sottostante la Basilica, come anche il frammento di intonaco rosso recante l'iscrizione graffita «Petros eni» (Pietro è qui) a testimonianza della devozione petrina in questo luogo, quell'ager vaticanus dove Pietro fu sepolto.

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