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di GIANFRANCO DE TURRIS «I TEMI e le idee di Tolkien sono qualcosa in cui posso identificarmi: ...

Nel 2004, infatti, ricorre mezzo secolo dalla pubblicazione de «Il signore degli anelli».
Che il Vecchio Continente, ora più o meno unificatosi, apra le sue sale ad un ricordo ufficiale del professore di Oxford è importante e significativo: non si può non far riferimento al suo nome, al suo essere un filologo ed un mitologo, e al senso della sua opera, che va oltre il successo della trilogia cinematografica di Peter Jackson. Se si ricorda solennemente l'epopea tolkieniana vuol dire che ci si riconosce in qualche modo nei valori che da essa traspaiono e che possono venir considerati significativi e positivi, degni di essere fatti propri.
Non solo, ma considerando che «Il signore degli anelli», così come gli altri testi ad esso collegati, è in fondo una fusione di tutti i grandi miti dell'Europa delle origini, rivisti secondo la sensibilità di cattolico tradizionalista del suo autore, allora si può anche pensare che questa "visione del mondo" possa diventare un simbolo e considerata quasi come una indicazione per una Unione Europea che ancora discute sui temi fondanti della propria costituzione, che vorrebbe emarginare ogni sorta di accenno alla spiritualità, mentre l'Europa ha avuto radici non solo cristiane ma prima ancora classiche, sapienziali o, se si vuole, pagane.
L'idea di questa manifestazione prende lo spunto da quanto farà la Tolkien Society inglese dall'11 al 15 agosto 2005 alla Aston University di Birmingham: una celebrazione intitolata «The rings goes ever on». Quella di Bruxelles l'ha preceduta di un anno su idea e sollecitazione della Società Tolkieniana Italiana che è stata il motore di questo evento grazie a Paolo Paron e Oronzo Cilli, e l'appoggio di altre Società sparse per il mondo e di varie istituzioni e parlamentari italiani. Un qualcosa di mai visto prima per un "semplice" scrittore di romanzi fantastico-avventurosi, ma che non sono solo questo, ovviamenteà.
Nella giornata di oggi vi saranno due ospiti d'onore: il cantante Angelo Branduardi e l'attore Davide Perino(la "voce" di Frodo nel film) che porteranno le loro testimonianze, quindi seguiranno varie relazioni di specialisti (saranno pubblicate in volume dalla Bompiani): gli italiani Stefano Giuliano e Marco Respinti, gli inglesi Andrew McMurry e Brian Rosebury, l'americano Mike Foster, il peruviano Jimmy Chavez, il greco Kaethi Karageorgi, il tedesco Marcelle Bulles, il polacco Christopher Garboswski, l'olandese Jeoren van den Bag, il sudafricano Willem Schellen.
Il convegno odierno si situa al centro di una vera e propria "settimana tolkieniana" che è iniziata lunedì all'Istituto Italiano di Cultura con l'inaugurazione da parte della direttrice Pialuisa Bianco di una mostra di disegni di artisti di tutto il mondo ispirata al mondo tolkieniano, una mostra delle traduzioni del suo capolavoro (spiccano quelle giapponesi, russe, turche, bulgare) ed una esposizione di lp sulla Terra di Mezzo assai rari: i più antichi risalgono al 1964.
Ieri invece, nel teatro dell'Istituto si sono svolti due eventi: la rappresentazione de «L'anello di Gollum», un atto unico di Stefano Angelucci Mari, cui è seguito un duplice concerto: di musica classica composta ed eseguita al piano da Edoardo Volpi Kellermann, e di musica folk del gruppo Lingalad con Giuseppe Festa. Due espressioni diverse, tutte apprezzate e ovviamente accomunate dalla ispirazione al mondo creato da Tolkien. La settimana proseguirà domani con la prima europea, nella sede del Parlamento di «The legacy of the Lord of the Rings movies» di Dan Timmons e in serata con un concerto dei Myrddin, e venerdì con la maratona cinematografica di tutta la trilogia di Jackson per un

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