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la ministra in parlamento

Azzolina: se non finisce l'emergenza la scuola non riapre

L'anno scolastico non si allungherà, la maturità sarà un esame serio

«Voglio ribadire un aspetto fondamentale: si tornerà a scuola se e quando, sulla base di quanto stabilito dalle autorità sanitarie, le condizioni lo consentiranno» . Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina nel corso di un’informativa in Senato. «In merito agli esami di Stato - ha sottolineato la ministra - abbiamo più volte ribadito la necessità, come chiedono anche gli studenti, di predisporre le modalità che garantiscano un esame serio, che tenga conto dello sviluppo reale degli apprendimenti. Non un approccio finalizzato alla rigidità formale ma al contrario alla valorizzazione dei percorsi di ognuno, attraverso lo strumento più idoneo per tutti. Per questo nella composizione delle commissioni per l’esame della scuola secondaria di secondo grado il mio orientamento è proporre una commissione formata da soli membri interni con presidenti esterni che si facciano garanti della regolarità dell’intero percorso dell’esame».

«Abbiamo sancito la conservazione della validità dell’anno scolastico 2019-20, anche qualora le istituzioni scolastiche non possano effettuare almeno 200 giorni di lezione a seguito delle misure di contenimento del Covid19» ha sottolineato Azzolina, che in merito alle risorse per la didattica a distanza ha sottolineato come il decreto legge 18 del 2020 abbia previsto «uno specifico stanziamento di 85 milioni per l’anno 2020 al fine di consentire alle istituzioni scolastiche di dotarsi immediatamente di tutti gli strumenti utili per l’apprendimento a distanza e agli studenti meno abbienti di poterne fruire». «Attualmente più di 6,7 milioni di alunni è raggiunto attraverso mezzi diversi da attività didattiche a distanza» ha affermato la ministra, che in merito ai risultati del monitoraggio effettuato dal ministero ha spiegato: «Il 93% delle scuole italiane ha risposto al quesito con il quale si è svolto il monitoraggio, il 67% delle scuole che hanno attivato l’attività a distanza prevede per essa specifiche forme di valutazione. L’89% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con disabilità, l’84% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con Dsa, il 68% per gli alunni con Bes non certificati e il 48% ha svolto una riunione degli organi collegiali a distanza».

«Nessuno studente deve rimanere indietro a causa del digital divide» e «nessuno deve perdere il lavoro a causa del Covid 19» ha garantito la ministra. «L’impatto globale dell’emergenza Coronavirus vale anche per la scuola - ha spiegato - più di tre quarti della popolazione studentesca mondiale è interessata da questa crisi, un numero spaventoso: 1,5 miliardi di studenti nel mondo in questo momento non sta andando a scuola. Si tratta di una sfida senza precedenti che dobbiamo raccogliere e lo stiamo facendo come Paese in raccordo con l’Unione europea e con l’Unesco. Molti Paesi Ue sono più attrezzati di noi rispetto alle infrastrutture tecnologiche eppure più volte sono stata chiamata in causa dai miei omologhi per avere informazioni su come l’Italia sta operando» ha spiegato Azzolina, sottolineando che «8,3 milioni di studenti in Italia non possono accedere a edifici scolastici e avevano bisogno di una risposta». «C’è stata una gara di generosità tra le scuole - ha sottolineato infine la responsabile dell’Istruzione - La scuola sta rispondendo in maniera solida e coesa, dimostrando un senso di responsabilità e di disponibilità senza precedenti ad operare in emergenza». 

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