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Coronavirus, il rebus delle mascherine: "Mettetevele". Ma sono introvabili

Domenico Alcamo
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Le mascherine, pepite d'oro della crisi Coronavirus. Perché agognate e quasi introvabili. All'inizio, quando giungevano i primi refoli di quella che sarebbe poi diventata pandemia, sembravano l'appiglio di qualche cittadino troppo scrupoloso, o il vezzo di qualche selfista sui mezzi pubblici. Eppure, oggi, sono necessarie, in molti casi indispensabili. Lo ha fatto capire, ieri sera in conferenza stampa, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, il quale ha spiegato, a proposito delle norme da rispettare secondo il DPCM di tre giorni fa, che se nel luogo di lavoro non si riesce a rispettare la distanza di un metro, allora è necessario calzarne una. Il tema ricorre anche nell'Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale del Lazio, emanata il 10 marzo. «Gli esercizi che svolgono attività di somministrazione di alimenti e bevande e tutti i soggetti che trasformano, producono, tengono in deposito o comunque manipolano per poi vendere o somministrare prodotti alimentari, in relazione all'attività svolta, sono tenuti all'utilizzo obbligatorio di mascherine e guanti». In base a questo, dunque, per alcune categorie di esercenti nel Lazio si stende un bivio obbligato: o si ha la mascherina (ma è difficile da reperire), oppure si chiude. Un vero e proprio paradosso, quasi una beffa. Altre poi se ne trovano, scorrendo la cronaca di questi giorni qui e là per l'Italia. Lo prova quanto denunciato dalla Fp Cgil di Palermo, per esempio. All'ospedale Villa Sofia, spiega il sindacato, «mentre gli operatori sanitari continuano a lamentare la carenza di mascherine, qualcuno le poneva in vendita nel distributore automatico di merendine a 10 euro l'una». E nel frattempo, dopo lo scandalo emerso nelle scorse settimane circa un'impennata di prezzo sino all'inverosimile per le mascherine nelle vendite online, i colossi del web che se ne occupano hanno deciso di mettere uno stop. «Per un eccesso di cautela - ha detto un portavoce di Google intervenendo in una rete tv americana - abbiamo deciso di vie tame temporaneamente tutti gli annunci». Tante erano state, nelle scorse settimane, le circostanze di evidente sciacallaggio così che la Guardia di Finanza era intervenuta più volte anche attraverso l'acquisizione di documenti su Ebay e Amazon. Intanto, si cerca di correre ai ripari. Per un'operazione condotta dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio in Cina centomila mascherine di alta tecnologia saranno donate da Pechino, mentre 2 milioni di mascherine mediche ordinarie saranno importate. L'altroieri, viceministro all'Economia Laura Castelli aveva annunciato una gara per 35 milioni di mascherine, la cui distribuzione in tutta Italia, mentre nelle more delle misure economiche in gestazione nel governo, è stato predisposto l'incremento dei fondi a disposizione della Protezione Civile per circa un miliardo di Euro e metà di questi fondi saranno destinati per acquistare mascherine, respiratori ed altri dispositivi. Intanto, a livello regionale si prendono iniziative. Il governatore della Toscana Enrico Rossi ne ha annunciato la produzione di 100mila al giorno. In Liguria, la questione è stata oggetto di un diverbio tra mondo sanitario e istituzione regionale. L'associazione dei medici di continuità assistenziale ha spedito alla Regione delle lettere di messa in mora in cui si annuncia che non verranno più curate le persone se non verranno fornite mascherine. Il Presidente Toti però, ne ha annunciato l'arrivo di un primo carico di 36mi1a. E ha aggiunto: «Il capo nazionale della Protezione civile Angelo Borrelli ci ha assicurato che arriveranno varie tornate di milioni di mascherine che verranno distribuite alle Regioni sulla base dell'urgenza e delle necessità».

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