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il vulcano si risveglia

Nuove esplosioni a Stromboli, incendi e panico tra i turisti

Nuove esplosioni a Stromboli, incendi e panico tra i turisti

Torna ad eruttare il vulcano Stromboli. Prima un forte boato, avvertito questa mattina anche a chilometri di distanza, poi la densa colonna di fumo, visibile in tutto l’arcipelago. Nonostante la paura, la situazione è sotto controllo: non si registrano danni a persone e cose, assicura il Dipartimento di protezione civile che coordina l’unità di crisi. I vigili del fuoco sono intervenuti con due Canadair per spegnere  focolai di incendio sul versante Ginostra. Diversi testimoni, fra cui i tanti turisti che a fine agosto affollano l’isola, hanno postato su Twitter video degli attimi concitati.

L’esplosione di «forte intensità», spiega l’Osservatorio Etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è classificabile come «evento parossistico». Si è verificata alle 12.17 «nell’area centro-meridionale dell’area craterica e in maniera secondaria in quella nord», precisano gli esperti. A quasi due mesi di distanza dall’eruzione del 3 luglio, costata la vita a un escursionista, il cielo si è oscurato e sul centro abitato sono piovuti cenere e lapilli. I vulcanologi definiscono le due eruzioni «confrontabili». I «prodotti» generati dall’ultimo episodio sono caduti «in tutta la terrazza e lungo la sciara del fuoco rotolando sino a raggiungere la linea di costa, per diverse centinaia di metri in mare».
La macchina regionale si è messa in moto per far fronte all’emergenza. «Ovviamente - osserva il governatore Nello Musumeci -, lo Stromboli fa il suo mestiere e non possiamo rimproverargli nulla. Dipende da noi cercare di rendere compatibile la nostra presenza sull’isola». In via precauzionale, per tutta la giornata il Comune di Lipari, d’intesa con la Regione Siciliana, ha vietato l’ormeggio agli aliscafi non di linea.

«Prima c'è stato un forte boato e poi l'esplosione. Molto più forte di quella di luglio», dicono alcuni turisti. Panico tra abitanti e visitatori dell'isola, un gruppo si è rifugiato nella chiesa di San Vincenzo. «Questo evento è stato molto simile all’altro, con un’energia simile. Quello che può preoccupare è che questa colonna di ceneri così alta possa collassare di colpo, soprattutto alla base, e precipitare sui fianchi del vulcano come una colonna ardente ma in questo momento non abbiano ancora dati per poterlo dire». Così il geologo e divulgatore Mario Tozzi dopo la nuova esplosione sull’isola di Stromboli. Dopo quella del 3 luglio scorso, «questa pure è una forma esplosiva, si vede dalla colonna di ceneri perché è tutta nera dunque è carica di ceneri e di lapilli - continua - Può prendere, poi, due vie: o diventa un’eruzione più tranquilla di lava, colate e fontane di lava o la colonna stessa può avere alla sua base dei collassi, delle piccole nubi che precipitano a valle e in quel caso sono piuttosto pericolose anche se bisogna vedere dove si dirigono». «Questo evento non è stato previsto come l’esplosione dell’altra volta ma questo può succedere a Stromboli. Possono esserci questo tipo di parossismi esplosivi che non risultano agli strumenti», conclude. 

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