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Il dramma di Genova

"Ponte crollato per un attentato": la tesi choc di un ingegnere. La Procura: delirio

"Ponte Morandi crollato per un attentato": la tesi choc di un ingegnere

Il ponte Morandi sarebbe stato fatto saltare per aria, con delle cariche esplosive piazzate ad hoc. Un attentato, quindi. È la tesi choc del professor Enzo Siviero, ingegnere padovano, per anni docente allo Iuav di Venezia, riportata dal Corriere del Veneto dopo le sue dichiarazioni a Reteveneta.

"Quella dell’attentato è un’ipotesi che sto esplorando io stesso - riporta il quotidiano -. La dinamica è compatibile. Il ponte Morandi è molto pulito, ha degli elementi, mancando i quali non tiene più. Se sono state messe delle microcariche di un certo tipo in pochi secondi salta. Al momento è un’ipotesi che valuto sopra al 50 percento. Ci sono dei lampi, c’è un crollo verticale, insomma ci sono molti elementi". Ma chi sarebbe stato allora, gli veniva chiesto? "Autostrade è diventato il leader mondiale delle autostrade", affermava Siviero, "ci sono altri soggetti che potrebbero essere interessati a prendere in mano le situazioni, non ci dimentichiamo che fine ha fatto Mattei".

"C’è una fortissima probabilità, superiore al cinquanta per cento, che si tratti di attentato. E penso che nel giro di 4-5 giorni sarò in grado di supportare tale ipotesi", ribadisce Siviero che in un primo momento si era presentato come consulente di Spea Engineering, società legata ad Autostrade, proprio per analizzare il crollo del viadotto. "Spea prima confermava l’esistenza del rapporto di consulenza con Siviero; poi, però, dopo alcune verifiche, faceva sapere che a colloqui iniziali non era seguito alcun incarico formale", si legge nel quotidiano veneto. 

Tesi dell'attentato che il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi respinge duramente bollandola come delirante e fantasiosa. "Sulla base degli elementi noti e conosciuti non ci sono evidenze di esplosioni, né sono state trovate tracce di bombole di acetilene. Si parla di lampi e di fulmini ma non di esplosioni. Valutiamo tutto ma non le ipotesi deliranti e fantasiose", così che oggi parlando con i giornalisti ha smentito l’ipotesi di un attentato dietro le cause del crollo di ponte Morandi. "Noi - ha aggiunto - dovremmo prendere in considerazione fattori eccezionali, in grado da soli di determinare un evento. Questo lo dice il codice penale. Se c’è un bombardamento aereo, non importa la condizione precedente del ponte. Ma se una persona è molto malata, anche una influenza può determinare dei grandi effetti".

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