«Vogliono tutti il falco sul tetto per liberare dai gabbiani i palazzi del centro»
Parla Fabio Ferri, falconiere dell'Accademia nazionale: boom di richieste di aiuto contro le incursioni sulle terrazze
Fabio Ferri è un falconiere dell'Accademia Nazionale Falconieri Aquilieri. Ogni giorno si trova a dover affrontare il problema dell'invasione dei volatili a Roma. Raccoglie dunque la disperazione di famiglie che si vedono private di spazi come terrazze o balconi, proprietari di edifici di pregio per i quali piccioni e gabbiani sono ormai un'ingombrante presenza, recano danni. Ma non solo. Gli uccelli, defecando, recano in alcuni casi costosi danni alla verniciatura delle auto, in altri ricoprono di guano i marciapiedi con il pericolo di pericolosi scivoloni. Negli ultimi tempi sono aumentate le richieste di aiuto? «Notevolmente. Almeno 40% in più rispetto agli ultimi quattro anni, soprattutto nel centro storico». Come mai proprio il centro storico? «Il gabbiano reale, che è un animale ad alta adattabilità, ha imparato a vivere nel centro della città. Il centro storico piace perché ci sono più pertugi e luoghi dove nidificare. Inoltre è vicino al Tevere, quindi rappresenta un luogo ideale dove vivere. Con la variazione della dieta mediterranea ha incominciato a nutrirsi di scarti alimentari: amano molto l'uovo e i formaggi. Nel centro storico c'è la più alta percentuale di accumulo di rifiuti, quindi per loro è stata quasi scontata la scelta. Inoltre qui ci sono molti esseri umani, soprattutto turisti che, spesso, danno loro del cibo. Quindi non ci stupiamo se i loro nidi si trovano presso i Fori romani, Terme di Caracalla, Colosseo. Sono posizioni strategiche per loro». C'è un modo per limitare quest'invasione? «È una specie protetta e non si può intervenire in modo drastico. Inoltre, è bene ricordare, il tasso di mortalità è molto basso (questi animali vivono dai 10 ai 15 anni) e covano due volte l'anno. Il problema è assai complesso e andrebbe discusso a livelli istituzionali. Con il passare del tempo specialmente i gabbiani si sono incattiviti. Non temono l'uomo anzi, lo sfidano. Tendono a beccare in testa e alla nuca. In diversi casi sono stato chiamato dopo che i proprietari di casa avevano subito un attacco. Quindi è un serio problema e pericolo per adulti e bambini». In cosa consiste l'intervento del falconiere? «La falconeria ha il vantaggio, rispetto alle altre tecniche, di sfruttare l'innata paura che molte specie ornitiche hanno nei confronti dei rapaci, loro predatori naturali, e dunque non si manifesta il fenomeno dell'assuefazione. Se, per esempio, un'area vasta, che può essere un aeroporto o una discarica, ha problemi con i gabbiani reali e si decide di intervenire con le tecniche di falconeria per il bird control, si opera dapprima con una «terapia d'urto» tutti i giorni per 1-2 settimane in funzione del numero di uccelli, ampiezza dell'area, specie da allontanare etc; dopo questo primo intervento si osserveranno già ottimi risultati e tutti gli uccelli scompariranno dall'area...» Per sempre? «Se la presenza dei falchi non è continua, pian piano i nocivi ritorneranno a frequentare l'area; il protocollo dunque richiede un intervento continuo, sebbene più diluito nel tempo».
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