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Evasione e nobiltà. Chigi a giudizio

Il principe sospettato di aver distratto al fisco circa 400 mila euro La Procura: "Per tre anni in bilancio annotate fatture inesistenti"

Evasione e nobiltà. Chigi a giudizio

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Dalle ville di Castel Fusano alle aule del tribunale penale capitolino di piazzale Clodio. Per il principe Mario Chigi il passo non dev’essere stato facile. Anche se il nobile, in passato, era già stato costretto a frequentare i corridoi del tribunale romano. L’uomo, 86enne, questa volta è stato rinviato a giudizio insieme a Donatella Favia del Core. Secondo la procura di Roma, il principe «in esecuzione del medesimo disegno criminoso – recita il capo d’imputazione redatto dai magistrati della Capitale - per tre annualità d’imposta consecutive, la Favia del Core quale legale rappresentante della Meridiano Village srl, in concorso con Chigi Mario quale amministratore di fatto, al fine di evadere le imposte annotavano in contabilità e indicavano nella denunzia dei redditi ed Iva, fatture per operazioni inesistenti». In altre parole, il nobile avrebbe evaso le imposte, anche grazie all’aiuto della donna che ricopriva il ruolo di legale rappresentante della Meridiano Village, la società amministrata proprio da Mario Chigi. Secondo il giudice per le udienze preliminari Simonetta D’Alessandro, il nobile, che adesso dovrà affrontare un processo penale, potrebbe aver evaso oltre 400 mila euro. Non si parla quindi di cifre a sei zeri ma il patrimonio sequestrato preventivamente, e successivamente in parte dissequestrato, ammontava a circa 700 mila euro. Forse per i Chigi le cifre saranno irrisorie ma le vicissitudini giudiziarie del principe Mario Chigi non recano certo lustro alla casata. La famiglia Chigi infatti è stata un’importante famiglia nobiliare. Proveniente dalla Toscana, in particolare da Siena, i nobili discenderebbero da un ramo collaterale dei conti Ardengheschi. Si tratta dunque di una famiglia di banchieri, divenuta nobile nel ’300. Una discendenza capace vedere un parente quale Giovanni da Lecceto beato, e tra i familiari si annoverano pure diversi cardinali e papi, ad esempio Papa Alessandro VII, ovvero Fabio Chigi.

La famiglia ricordata anche da Boccaccio nel Decamerone fece costruire anche la Villa delle Volte e decorare il Palazzo Chigi di Siena. I discendenti di Agostino il Magnifico non sono nuovi a querelle giudiziarie. Infatti il principe Mario Chigi, figlio di Francesco, che risiede nella villa di Castel Fusano, in un immobile rimodernata nel Seicento da Pietro da Cortona, era già stato indagato per frode fiscale insieme al duca Flavio Chigi, il figlio di Mario. La vicenda riguardava un complesso turistico, il Country club Castelfusano. Secondo gli inquirenti, per dirottare i guadagni conseguiti in Italia, ed eludere la catena di controlli fiscali, i Chigi, «residenti fittiziamente» in Bulgaria, avevano costituito due società hoffshore, nel Liechtenstein. Le due aziende, sebbene l’attività economica fosse svolta in Italia, fatturavano prestazioni di servizi ai tour operator nazionali e stranieri: gli incassi erano così dirottati sui conti correnti dei paradisi fiscali. In quel caso si trattava di una presunta evasione da 30,5 milioni di euro e un occultamento dell’Iva di 1,9 milioni di euro, oltre ad un giro di fatture false di circa 2,2 milioni di euro. Nulla a che vedere con i 400 mila euro di evasione contestati attualmente dalla procura di Roma.

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