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La prof che addestra gli agenti segreti: «I riscatti pagati per evitare attentati»

Parla Sabrina Magris, presidente di Ecole Universitarie Internationale

La prof che addestra gli agenti segreti: «I riscatti pagati per evitare attentati»

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«Pagare un riscatto in caso di sequestri in zone di conflitto può essere utile anche per evitare attentati. Seguendo il flusso di denaro in mano ai rapitori, inoltre, è possibile anticipare e bloccare eventuali attacchi terroristici». Sabrina Magris, presidente di École Universitaire Internationale, istituto italiano di alta specializzazione, formazione e ricerca, in particolare per la negoziazione di ostaggi, antiterrorismo e intelligence, con sede a Roma, Firenze e Parigi, rivela a «Il Tempo» alcune delle strategie che sono alla base del lavoro di contrasto al terrorismo di matrice islamica. Laureata in psicologia investigativa negli Stati Uniti, ha conseguito un dottorato di ricerca in droga dello stupro, la ventisettenne di Pordenone è diventata una dei massimi referenti internazionali in fatto di addestramento degli 007 per gestire e anticipare le mosse dei terroristi, che siano «lupi solitari» o una cellula strutturata.

 

Pagare un riscatto per il rilascio di un ostaggio è una strategia anche per non crearsi dei nemici?

«Che l’Italia, nel recente caso delle due cooperanti abbia pagato o meno il riscatto è questione sterile. Prima di tutto sono state portate a casa le ragazze e ogni Stato deve sempre portare a casa i propri cittadini. Il denaro eventualmente corrisposto, però, lascia traccia. È possibile tracciarne il flusso e seguirne i movimenti. L’intelligence può così perseguire l’impianto investigativo per rintracciare chi ha commesso il sequestro. A volte pagare quindi è più strategia, si deve imparare a guardare oltre ciò che si vede».

 

L’Italia, però, è accusata di pagare i riscatti e di finanziare così le attività dei terroristi.

«Di recente anche il presidente Obama ha dichiarato che lui i propri cittadini li porta sempre a casa, poi inizia l’opera dell’intelligence. Oltre a seguire le tracce degli spostamenti di denaro, infatti, grazie alla tecnologia è possibile anche seguire le persone che fisicamente lo movimentano. La capacità dei satelliti di carpire informazioni e immagini anche nel minimo dettaglio, sono di estremo supporto in queste attività. In generale sequestrare una persona non è un’azione così semplice e da poter improvvisare. Necessitano persone e mezzi come prima cosa, conoscenza della persona da sequestrare e tante informazioni logistiche, temporali e geografiche inerenti le persone».

 

Proprio in merito alla negoziazione di ostaggi, École ha formato alcuni dei corpi speciali impegnati nelle recenti operazioni di Parigi?

«Sì, l’attività di formazione di questi negoziatori è avvenuta proprio a Parigi nel marzo 2014. Inoltre varie strutture di Governi internazionali sono venute in Italia per la formazione su specifici argomenti legati alla parte della psicologia operativa».

 

Quali altre attività svolgetenella scuola per 007?

«Ci sono studi scientifici condotti in via esclusiva sulle modalità non convenzionali applicate alla negoziazione di ostaggi per modificare lo stato aggressivo del terrorista. All’interno delle ricerche non convenzionali vi è una incentrata sull’alimentazione. Il Centro ricerca analisi bio-comportamentale (Crabic), diretto dal dottor Alessio Baroncelli, ha effettuato studi sulla alimentazione e su come essa possa essere applicata all’intelligence».

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