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Norman Atlantic, due camionisti italiani fra le vittime identificate

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Sale il bilancio delle vittime: 11 morti. Nelle operazioni di rimorchio hanno perso la vita due marinai albanesi. In salvo 427 persone. La nave, sotto sequestro, sarà rimorchiata a Brindisi VIDEO LEGGI ANCHE "Clandestini nella stiva"

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Il bilancio della paura e della speranza lo stila il procuratore di Bari Giuseppe Volpe: a bordo del traghetto andato a fuoco c'erano 499 persone. Di queste, 310 sono state soccorse mentre 11 sono le vittime, l'ultima delle quali è stata recuperata in mare dalla nave San Giorgio ieri pomeriggio. Ne mancano all'appello ben 178 che però potrebbero trovarsi sui due mercantili greci che hanno partecipato alla primissima fase delle operazioni di salvataggio e che stanno viaggiando verso i porti della penisola ellenica. Bisognerà attendere almeno un'altra mezza giornata e poi il mistero dei dispersi (che appena ventiquattr'ore prima erano solo 38, a dimostrazione delle difficoltà logistiche e organizzative delle operazioni) sarà risolto. IDENTIFICATI DUE MORTI Intanto, due dei morti sono stati identificati dai parenti con un primo riconoscimento fotografico nella sede della Capitaneria di porto di Bari dove stanno attendendo amici e familiari dei naufraghi in spasmodica attesa di (buone) notizie: si tratta dei camionisti napoletani Giovanni Rinaldi e Michele Riccardo. Lavoravano per la «Eurofish», ditta di vendita all'ingrosso di pesce fresco e surgelato che si trova a Volla, nel Vesuviano. I due erano andati in Grecia, come spesso accadeva, per ritirare un carico di anguille e subito dopo l'incendio avevano comunicato con il titolare dell'azienda Pietro Avolio dicendo che si erano messi in salvo su una scialuppa. Da allora non hanno dato più notizie, probabilmente sono morti di ipotermia dopo essere stati capovolti da un'onda. All'ingresso della società, da ieri, appena diffusasi la notizia, è stato affisso il cartello «Chiuso per lutto». I colleghi dei camionisti sono increduli. Così come gli operatori del mercato ittico del capoluogo campano che, in segno di rispetto, hanno ritirato i fregi natalizi. SCAMBIO DI PERSONA Con loro c'era anche un terzo camionista di Napoli, Carmine Balzano che risulta però disperso. «Mio marito sicuramente non aveva una croce, hanno scambiato le persone» ha detto la moglie Maria assicurando che la foto che hanno mostrato ai suoi fratelli corsi a Brindisi per il riconoscimento del cadavere, non è quella di suo marito. «Io non ho visto la foto, non voglio vederla - ha aggiunto - l'hanno vista i miei fratelli e mi hanno detto della croce ma mio marito è evangelico e quindi non ne porta di croci». SOCCORSI IN RITARDO La donna dice di «non aver sentito nessuno» anzi, a chiamare è stata lei. «Avevo sentito mio marito. Lui mi ha detto che aveva lasciato la nave ed era su una scialuppa. Eppure - prosegue - quando sono stata io a chiamare lo Stato per avere informazioni, mi hanno detto che mio marito era sulla nave. Ma com'è possibile? Io sapevo dov'era mio marito: su una scialuppa in mezzo al mare. Mi hanno detto anche di aver mandato i medici a soccorrerlo - aggiunge - e che non dovevo preoccuparmi. Lo Stato non si è fatto sentire e tuttora non si è fatto sentire nessuno». ANSIA A MESSINA Col passare delle ore cresce anche l'ansia dei familiari del camionista messinese Giuseppe Mancuso, disperso. L'uomo all'alba di domenica aveva telefonato loro annunciando che c'era un incendio a bordo della nave e che stava salendo su una scialuppa insieme ad altri passeggeri per mettersi in salvo. Il conducente non risulta tra le vittime accertate, ma nemmeno negli elenchi delle persone già sbarcate anche se la Marina Militare assicura che la lista delle persone tratte in salvo non è ancora completa. DISPERSO PRETE ORTODOSSO Tra i dispersi c'è anche padre Ilia Kartozia, superiore del monastero ortodosso di David Agmashenebeli, situato a Mtskhet in Georgia. Il religioso era a bordo della Norman Atlantic e non si hanno più notizie di lui. Lo riferiscono i media della Georgia.

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