Istruzione tradizionale dall'infanzia al liceo
La scuola per i professionisti del domani
«Porte spalancate» contro «scelte al buio». «Scuola aperta» contro «scatole chiuse». Formazione contro improvvisazione. Nel nome di Maria e della persona, al centro dell'apprendimento. Si fa presto a dirlo. L'Istituto Santa Maria a Roma tutto questo lo mette in pratica dall'ottobre del 1889. Ispirandosi al beato Guglielmo Giuseppe Chaminade, miracolato dopo il pellegrinaggio alla Vergine di Verdelais: giocava con i compagni quando, la caduta di un grosso sasso, gli procurò un'incurabile rottura della caviglia. Il fratello, Giovanni Battista gli suggerì di far voto. Graziato, la vita del giovane seguì un solo motto: «Conoscere, amare e servire Maria per farla conoscere, amare e servire». Pensiero condiviso dall'Istituto Santa Maria al civico 5 di viale Manzoni. Incastonato tra le basiliche di San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore, a due passi dal Colosseo e raggiungibile con il metrò (linea A, fermata Manzoni), tram e bus. Qui tutto ebbe inizio più 125 anni fa. All'ombra della tradizione educativa di stampo francese, perché in Francia fu fondata nel 1817 la Congregazione Religiosa dei Marianisti, ogni giorno formazione alla fede, spirito di famiglia ed educazione al servizio, alla giustizia e alla pace, vengono tradotti in lavoro. Mediante un progetto educativo che parte dalla scuola dell'infanzia, passa per la primaria e la secondaria di primo grado, per far capolinea nella scuola secondaria di secondo grado (Liceo Classico, Scientifico, Scientifico sportivo). È qui che la didattica 2.0 trova la sua massima espressione: tablet ed elearning ospitano lezioni che spaziano dalla seconda lingua nel biennio (con docenti madrelingua inglese) al laboratorio teatrale, senza trascurare i seminari pluridisciplinari, la certificazione linguistica (per inglese, francese e spagnolo) e l'invito alla lettura attraverso incontri con autori. Tanti gli atelier collaterali: dal laboratorio di Archimede al corso di scacchi, c'è posto anche per il giornalino scolastico il «Corriere della Santa», organo ufficiale della scuola che non trascura alcun dettaglio della vita nell'Istituto. Un occhio di riguardo è anche per il corso introduttivo alla preparazione ai test d'ingresso universitari. Ma si torna seduti ai banchi anche per imparare e confrontarsi sui «moduli extracurricolari» di diritto, economia, scrittura creativa, statistica, programmazione, robotica e new media. Immancabile l'insegnamento di alcune discipline in lingua inglese con metodologia Content and Language Integrated Learning. È il quadro ammirato con successo nell'open day del 15 novembre dove l'offerta educativa l'ha fatta da padrona nel guidare i genitori incuriositi dai coordinatori e dai docenti. D'altronde l'Istituto è pensato proprio come una piccola città: ci sono gli ambienti comuni come il giardino, il teatro, il cortile e il centro sportivo (con la palestra polivalente, la piscina con vasca da 25 metri e una più piccola per l'ambientamento e i campi di calcio, calcetto e tennis), l'aula magna, la biblioteca, la chiesa, sala mensa e bar, il museo di Scienze Naturali e le aule per le Certificazioni linguistiche. Spazi che di norma si aprono con lo scadere dei termini per le iscrizioni, per farsi conoscere dai futuri alunni. Spazi che eccezionalmente l'Istituto Santa Maria rende fruibili fino al 20 dicembre per un prosieguo degli «open day». «Giornate di orientamento in entrata» da concordare «sartorialmente» con i coordinatori, dal martedì al venerdì (ore 9-12), chiamando la segreteria (tel. 0670033777).
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