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«Mio padre killer? Ma era già separato in casa»

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Parla la figlia di Mauro Micucci, indagato per aver ucciso moglie e presunto amante LEGGI ANCHE Lui si pente: volevo spaventarli    La vittima aveva subito un atto vandalico

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«Ma dove l'avrà preso un coltello così grande? Si vendono queste armi? È possibile? Lo sa: si sono sbagliati. Non c'è alcun figlio disabile. Però, lo capisco: ai giornalisti le cose le dicono, non se le inventano. E poi si sapeva: i due si sarebbero separati, era una decisione nell'aria». Parla la figlia venticinquenne di Mauro Micucci, l'uomo di 57 anni che l'altra sera ha sferrato una ventina di coltellate mortali alla moglie Daniela Nenni, di 49, e al presunto amante Alessandro Santoni, di 38, colpiti nell'ascensore dell'Inps di via Quintavalle, alla periferia romana di Cinecittà, dove tutti e tre lavoravano. Lei come informatica assieme al marito, e l'altro ascensorista di una ditta, residente a Pomezia con la moglie e il figlio di 10 anni. La ragazza non voleva parlare. O meglio, non voleva passare per la figlia dell'indagato. Diceva la sua da dietro il cancello della villa che si trova di fronte la casetta bianca, di due piani e con giardino, davanti alla sua in via Sicilia, in un angolo di Gallicano nel Lazio, alle porte della Capitale. Sil volto non un'ombra di dolore. Ha i capelli lunghi castani e due occhioni marroni coi quali per tutta la mattinata ha guardato amici e parenti entrare e uscire dalla casa dove vivevano marito e moglie con i due figli. Infatti i primi due, i più grandi, Mauro Micucci li ha avuti dalla prima moglie. Gli altri tre, invece, l'ultimo è del 2006, dall'ultima donna, da Daniela. «È una storia terribile - dice - è brutta brutta». Nei messaggi sul social network Facebook il dolore di Micucci sapeva di rancore, di vendetta, era un uomo che soffriva e lo diceva. Oppure non è così? «Può darsi. Però non si può arrivare a uccidere». Ma i due erano in rotta? «Che io sappia se ne parlava da tempo». Ma chi, dove? «Se ne parlava, si diceva. Si sapeva che le cose non andavano e i due pensavano di separarsi». Era addirittura così pacifico: ci separiamo e ciascuno per la sua strada? Allora perché Micucci avrebbe deciso di farli fuori? E il coltello dove lo ha preso? Non era piccolo. «Infatti. Non era piccolo. Ho letto sui giornali che la lama era lunga diversi centimetri. Ma questa roba pericolosa si può comprare così, senza alcun controllo? Mio sembra assurdo che abbia pensato di fare quello che poi ha fatto». Però sembra che il piano lo abbia pensato da un po' di tempo? «Poteva separarsi, ma arrivare a uccidere...». E i figli. Sa cosa dicevano di questa storia? «I primi sono grandi, avuti assieme all'altra moglie. Gli altri tre non lo so». Da casa Micucci escono due giovani e salgono su un'auto parcheggiata lì fuori. La vettura a razzo fa marcia indietro e ferma il muso davanti alla villa della giovane. Il ragazzo alla guida abbassa il finestrino e chiede al giornalista: «Lei chi è?», con tono duro. Risponde la ragazza: «Un amico». Poi riparla al cronista: «Lei chi è...». Un attimo dopo arrivano due donne, una mora e l'altra bruna: «Siamo amiche di Daniela. Ma tu chi sei? Ahhhh, oddio: sei la figlia di Mauro!». Lei guarda il giornalista e gli occhi si riempiono di lacrime: «Non volevo farglielo sapere». Poi guardandolo: «Ora mi scusi, non voglio parlare».

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