Angeloni, dal terremoto a L'Aquila ai soldi nei borsoni
Pierluigi [email protected] AVEZZANOÈ ritenuto colui che in qualche modo, gestiva il traffico delle tangenti per Finmeccanica , nell'intricata rete dell'appalto Sistri, il sistema...
AVEZZANO È ritenuto colui che in qualche modo, gestiva il traffico delle tangenti per Finmeccanica , nell'intricata rete dell'appalto Sistri, il sistema che doveva gestire l'emergenza rifiuti a Napoli. Vincenzo Berardino Angeloni, di origini abruzzesi (la famiglia è di Aielli, paesino della Marsica), ma da sempre residente a Roma, è stato arrestato ieri con due responsabili di Finmeccanica e un altro imprenditore romano, con l'accusa diassociazione per delinquere e corruzione. Una nuova disavventura giudiziaria per Angeloni che, solo due anni e mezzo fa, rimase coinvolto in un'altra inchiesta, all'Aquila, legata alla ricostruzione dopo il terremoto del 2009, nella quale era implicato anche Sabatino Stornelli, ex Ad della Selex, azienda di Finmeccanica. Anche in quel caso si parlava di regali e favori a politici regionali e amministratori. Angeloni, l'ex patron di Avezzano e Valle del Giovenco Calcio, è accusato di aver procurato e portato denaro ai vertici di Finmeccanica. In un caso il trasporto sarebbe avvenuto all'interno di due borsoni con il logo della Valle del Giovenco. Si parla di quattro milioni di euro. Sempre secondo la Procura Angeloni avrebbe costituito una sorta di «braccio operativo di Finmeccanica» in questo affare. Per lui la procura partenopea ha disposto i domiciliari. Prima della vicenda giudiziaria aquilana, Angeloni aveva dovuto affrontare il fallimento della Avezzano Calcio, una ventina d'anni fa, e di recente, quello della Valle del Giovenco. Due società calcistiche arrivate ai campionati professionistici che poi sono rimaste schiacciate sotto il peso di debiti e gestioni «allegre». Due società che, in poco tempo, avevano prima illuso i tifosi e l'ambiente sportivo marsicano, e poi fatto precipitare tutti i sogni nel nulla. Anzi, nella cancellazione delle squadre dai campionati. Ma anche la vicenda dell'inchiesta aquilana è in qualche modo legata a quella di Napoli. Uno dei politici indagati, l'ex consigliere regionale Dc Ezio Stati, si difese dicendo che gli inquirenti, nel valutare un'intercettazione, avevano confuso contratti legati all'affare Sistri con inesistenti accordi per appalti in Abruzzo. Storielle rispetto al grande giro del «Sistri 2».
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