Sfruttamento della prostituzione: condannato Melluso
Otto anni di reclusione per «Gianni il bello», grande accusatore di Tortora. Quattro anni anche alla moglie
Torna a far parlare di sé Gianni Melluso, il grande accusatore di Enzo Tortora. Il Gup del Tribunale di Sciacca Roberta Nodari, al termine del processo celebrato con il rito abbreviato, ha condannato a 8 anni di reclusione «"Gianni il bello». L'uomo, gestore di un night club a luci rosse a Sciacca, è stato condannato per sfruttamento della prostituzione. Il gup, inoltre, ha inflitto 4 anni alla moglie di Melluso, Raffaella Pecoraro, 3 anni e 4 mesi a Pellegrino Grisafi e 3 anni a Stefano Giovanni Ernesto. I quattro furono coinvolti nell'operazione denominata «Portobello», in riferimento alla storia processuale di Melluso, che portò alla scoperta di un'organizzazione criminale operante nel territorio di Sciacca, dedita allo sfruttamento della prostituzione utilizzando giovani donne romene e sudamericane.
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