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Internet, l'ultima profezia di David Bowie sulla musica online

Carlo Antini
Carlo Antini

Testo e musica le mie coordinate. Nato a Foggia e romano d'adozione. La laurea in Scienze della Comunicazione e la passione per il giornalismo mi portano nella redazione de "Il Tempo". Come critico musicale collaboro con “Container" su Radio Italia Anni '60.

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David Bowie sempre all’avanguardia. E non solo nella musica. Precorreva i tempi. Come quando capì prima di tutti le grandi potenzialità di Internet al servizio della musica. Nel ’98 creò "BowieNet", un servizio di abbonamento mensile che offriva accesso a un provider con tanto di dominio dedicato e contenuti artistici originali ed esclusivi. Solo per i suoi fan paganti, insomma. Uno di quei contenuti fu l’album dal vivo pubblicato su "BowieNet" nel ’99 e intitolato “Liveandwell.com”. Per approfondire leggi anche: La biografia a fumetti del Duca Bianco I brani live erano tratti dal tour di “Earthling” e testimoniano la curiosità e l’esplorazione del Duca Bianco nelle terre dell’elettronica e della drum ’n’ bass. Se artisticamente non era certamente il suo album migliore, oggi viene distribuito di nuovo su larga scala. Perché “Liveandwell.com” ci ricorda ancora una volta che, più di 20 anni fa, Bowie aveva già capito tutto. E non temeva le nuove modalità di distribuzione della musica liquida. Mentre molti suoi illustri colleghi ancora si chiedevano: ma Internet a cosa serve? 

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