Niente pressioni sulla Lazio anche a rischio di dare un alibi alla squadra. Maurizio Sarri ribadisce il suo punto di vista: l’eventuale qualificazione in Champions è un sogno, non più un miracolo ma il senso, al di là del cambio di vocabolo, rimane lo stesso. Per il tecnico contano i sette punti in più rispetto all’anno scorso alla 21ª giornata e la sensazione diffusa di essere vicini alla svolta. Stasera alle 20.45 contro una diretta concorrente come l’Atalanta sarà difficile riscattare un periodo negativo coinciso con l’euforia ingiustificata per il poker servito al Milan. Sono arrivati due pareggi stentati contro Fiorentina e Verona dopo aver assaporato la vittoria e aver subito la solita rimonta (17 punti persi da situazione di vantaggio in campionato), in mezzo la sconfitta senza sussulti a Torino contro la Juve in Coppa Italia. Tant’è, la Lazio non batte in casa l’Atalanta di Gasperini da sei anni, era il 15 gennaio del 2017, Sarri conferma il suo pensiero sulla zona Champions nonostante i problemi giudiziari della Juve: «Gli obiettivi devono essere credibili - spiega - e noi non siamo tra le prime quattro per monte stipendi e fatturato, non c’è nessuna responsabilità di questo tipo. Arrivare lassù è un sogno». L’errore più grande sarebbe ripensare alla gara d’andata dove i biancocelesti disputarono la loro miglior gara dell’era sarriana (0-2 dominio totale, senza rischiare). Il tecnico toscano lancia l’allarme per stasera: «Siamo fuori strada se guardassimo alla sfida di ottobre perché l’Atalanta aveva fatto una prestazione normale, stavolta la troveremo in versione super. Sono fortissimi, con un attacco di livello elevato. Come dice Guardiola, sfidarli è come andare dal dentista». Nonostante i tanti rimpianti Sarri è felice del lavoro settimanale dei suoi giocatori:

Lazio, non sbagliare contro l'Atalanta
Sarri ordina il riscatto: la Champions è un sogno, loro sono avanti rispetto a noi