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Lazio: re Ciro Immobile, Danilo Cataldi è il principe

Record per Immobile, Sarri punta molto sul centrocampista romano

Luigi Salomone
Luigi Salomone

Giornalista per passione, Lazio, pollo arrosto con tante patate al forno, tradizione Roma Nord Ponte Milvio, Gesù e Maria al Fleming

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La Lazio si ritrova dentro casa un re e un principe, tutti italiani e, di questi tempi, è una rarità per il nostro calcio: Immobile da record e la sorpresa Cataldi per portare avanti il progetto di Sarri che sta prendendo forma. Il pareggio agrodolce di Bergamo regala conferme sulla vena realizzativa del bomber biancoceleste dai numeri straordinari: 159 gol, una corsa lunga cinque anni e tre mesi, cominciata il 21 agosto del 2016 in una sfida proprio contro l’Atalanta. Per uno strano scherzo del destino il cerchio si è chiuso proprio al «Gewiss Stadium» prima «Atleti Azzurri d’Italia»: un primato, quello di Silvio Piola stabilito dal 1934 al 1943 che sembrava inattaccabile soprattutto nel calcio moderno con i giocatori che cambiano spesso maglia. Invece, Immobile ha fatto in fretta e ora si appresta a scavalcare il centrattacco più famoso d’Italia (ancora detiene il record di gol in serie A con 290 reti realizzate in 20 stagioni). Ecco, quello resta un obiettivo quasi impossibile anche se Ciro ha abituato i suoi tifosi a imprese impossibili. Ieri sono arrivati i complimenti sul sito del club biancoceleste anche se lui, da buon napoletano, ha preferito tenere i toni bassi aspettando la rete del sorpasso: «Dopo cinque anni. Dopo 159 gol. Stessa esultanza, come la prima volta». E anche il suo grande amico Acerbi gli ha mandato il solito messaggio d’amore social: «Sei nella storia Ciruzzo». E non poteva mancare nemmeno la carezza al capitano di Danilo Cataldi che ha tanti rimpianti per il 2-2 con l’Atalanta: «Una grande prestazione da parte di tutti. Peccato per il risultato. Ma questa deve essere la nostra mentalità in tutte le partite. Forza Lazio. Complimenti al bomber Ciro Immobile, ne aspettiamo ancora tanti». Dal re al principe: il centrocampista romano, a 27 anni, sta trovando un tecnico che finalmente crede in lui e gli ha affidato la regia della squadra. A Bergamo è stato uno dei migliori e, dopo l’ottima prova contro la Fiorentina, si sente più sicuro e si è visto. Una crescita che fa piacere anche al ct Mancini da sempre alla ricerca di giocatori tecnici per il suo centrocampo. Venti presenze e due reti con l’Under 21, un talento che si era perso e ora sta tornando a livelli di eccellenza. Il sogno nazionale A potrebbe non essere impossibile se continuerà a convincere con prestazioni di questo livello. E Sarri che ha capito di avere un Leiva in fase calante, seppure sempre a disposizione della squadra, fa bene ad affidargli le chiavi del gioco. Oltretutto i suoi passaggi in verticale sono preziosi per re Ciro, da sempre un maestro nell’attaccare lo spazio. Un po’ per necessità, un po’ per scelta, Cataldi è titolare della Lazio dopo aver inseguito per tante stagioni da comprimario un ruolo centrale. Le prossime gare saranno fondamentali per capire se i progressi mostrati nelle ultime uscite possano farlo entrare nel nuovo progetto tecnico dell’allenatore toscano. 

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