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Immobile salva una brutta Lazio

Sofferto pareggio a Torino: Ciro agguanta i granata nel recupero. Ora il derby

Luigi Salomone
Luigi Salomone

Giornalista per passione, Lazio, pollo arrosto con tante patate al forno, tradizione Roma Nord Ponte Milvio, Gesù e Maria al Fleming

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[Pareggia ancora la Lazio. Dopo il 2-2 in rimonta col Cagliari esce l’1-1 a Torino contro i granata rigenerati dalla cura Juric, salgono a quattro le partite senza vittoria. Pjaca illude Cairo di aver battuto il nemico Lotito, al 91’ Immobile (sesto gol in campionato)[/CAPO_3R] trasforma un rigore guadagnato da Muriqi, stavolta prezioso. Di sarrismo, però, nemmeno l’ombra, niente gioco, poche idee molto confuse, una partita modello Istanbul senza costruire occasioni e con tanta sofferenza a centrocampo. Era finita male, almeno a Torino la Lazio ha reagito come nella precedente sfida di campionato e si è guadagnata un punto che rimanda i problemi con un derby molto complicato all’orizzonte.
Juric con tutti i migliori e il solito 3-4-2-1, Sanabria è il terminale offensivo.Toro molto fisico e duelli in tutte le zone del campo, un po’ come il Verona guidato dal tecnico croato negli ultimi anni, sfide in cui la Lazio è andata spesso in difficoltà. Sarri, invece, sorprende tutti e lascia quattro titolari in panchina. Fuori Lazzari, Leiva, Milinkovic e Pedro, spazio a Marusic, Cataldi, Akpa Akpro e Raul Moro (Zaccagni è infortunato). Squadra rivoluzionata negli interpreti non nello spartito che rimane lo stesso. Pochi sussulti in un primo tempo monotono: tanti scontri, fallacci da entrambe le parti, quattro ammoniti (tre del Torino più Marusic che poi diventeranno sei con Ramos e Sergej) e poco altro. Immobile fa venire i brividi al portiere Milinkovic-Savic (il fratello di Sergej, un pennellone di oltre due metri) ma il pallonetto finisce fuori, al tramonto della prima frazione Reina è bravo a respingere un colpo di testa di Sanabria nell’unica vera occasione dei padroni di casa. Gioco scadente, nemmeno due passaggi di fila e Luis Alberto che non riesce mai ad entrare nel vivo del gioco. Ripresa con due cambi immediati: escono il mago e Raul Moro impalpabili, dentro Milinkovic e Pedro per migliorare la manovra offensiva. Felipe inventa subito per Pedro ma lo spagnolo non arriva in tempo. Poi il nulla, il Toro cresce senza rubare l’occhio, i cambi di Juric sono decisivi: entrano Ansaldi, Lukic, Rincon e Pjaca. Proprio il croato sfrutta a un quarto d’ora dalla fine la rifinitura di Singo e fa secco Reina: 1-0. Poco prima Sarri aveva inserito anche Leiva. Reina è fondamentale, devia la conclusione dello scatenato Pjaca tenendo in partita la Lazio. Lo stesso portiere spagnolo al 90’ calcia lungo, sponda di Milinkovic, Muriqi (entrato da poco) prende il tempo a Djdji e trova un rigore solare. Ciro non sbaglia dal dischetto per la festa dei 500 laziali presenti all’Olimpico di Torino. Alla fine l’abbraccio tra i fratelli Milinkovic e la sensazione che sia andata bene ai biancocelesti nonostante i problemi siano evidenti.
Adesso il derby ma la Lazio deve ritrovarsi: Sarri provi a studiare qualcosa di diverso per non finire nella rete di Mourinho e acuire quella che ha le sembianze di una crisi di rigetto di un gruppo abituato a giocare da cinque anni in modo diverso.
 

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