Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

La Lazio di Sarri fa due passi indietro

Il Milan vince 2-0 ma ci vuole pazienza per il nuovo progetto

Luigi Salomone
Luigi Salomone

Giornalista per passione, Lazio, pollo arrosto con tante patate al forno, tradizione Roma Nord Ponte Milvio, Gesù e Maria al Fleming

Vai al blog
  • a
  • a
  • a

Lazio rimandata a tempi migliori. Primo esame fallito, per il sarrismo c’è bisogno di tempo e pazienza. Vince con merito il Milan, reti di Leao e Ibra, in mezzo il rigore fallito da Kessie per un dominio totale. Poi c’è Chiffi, l’arbitro che nel dubbio ha sempre punito i laziali e soprattutto non ha lasciato i padroni di casa in inferiorità graziando Bakayoko quando la partita era ancora in bilico (fallaccio su Acerbi). Nessun processo, c’è da lavorare e rivedere per alcuni match la formula più offensiva: non si può continuare a prendere gol con un avversario che fa 50 metri di campo con la palla al piede.
La sorpresa di Pioli è Florenzi sulla linea dei fantasisti dietro alla punta Rebic (Giroud non è stato convocato, Ibra parte in panchina) che nasconde un atteggiamento conservativo ma è solo un’imboscata. Sull’altro fronte Sarri non deroga al suo 4-3-3, con tutte le stelle dietro a Immobile. 
Il Milan parte meglio, le nazionali lasciano più scorie su Sergej e Immobile che sui rossoneri e allora la squadra di Pioli pressa e guadagna metri, soffoca i biancocelesti. Il centrocampo della Lazio annaspa, i fantasisti girano a vuoto, si rischia per una mezzora di prendere gol. Marusic soffre troppo Leao ma Tomori tira alto di testa, Calabria sciupa da ottima posizione e Theo Hernandez non ha la mira precisa. 
Sarri suona la sveglia dalla panchina, litiga con l’arbitro Chiffi che fischia quasi tutto a favore dei padroni di casa, e, quando la Lazio comincia a sfondare a sinistra con Anderson, arriva la svolta negativa. Contropiede, modello Empoli e Spezia, Leao infila Reina dopo l’assistenza di Rebic. Siamo al 45’ e nel recupero Kessie si guadagna un rigore in mischia (intervento in ritardo di Immobile) che, però, calcia sulla traversa: finisce col vantaggio minimo un primo tempo sofferto. Troppo. Ripresa fotocopia, senza storia perché la Lazio corre a vuoto e non dà mai la sensazione di potersi tirare fuori dal pressing rossonero. L’episodio chiave intorno al 60’ quando Bakayoko ha azzoppato Acerbi meritando il rosso. L’incerto Chiffi se l’è cavata solo col giallo con il Var Mazzoleni in colpevole silenzio. Forse in dieci sarebbe potuto cambiare qualcosa. Forse. Il Milan ha raddoppiato con merito, poco dopo l’ingresso di Lazzari e Zaccagni: troppo facile per il neo entrato Ibra spingere in porta l’assist di Rebic. Gara agli archivi, Sarri ha fatto esordire Basic e poi regalato minuti a San Siro a Muriqi e Raul Moro. La rissa finale con l’espulsione del comandante toscano che se la prende con </CW>Saelemaekers, chiude una serataccia. Meglio pensare a Galatasaray e Cagliari.
 

Dai blog