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Caso Ranucci, indagini su ristorante e beni riconducibili a Lavitola: l'ipotesi dei pm

Foto: Ansa

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Flussi di denaro e l'ormai famoso ristorante di Monteverde sotto la lente dei magistrati, Accertamenti patrimoniali sono stati disposti dalla Procura di Roma sul ristorante Bistrò Cefalù, aperto da circa dieci anni a Monteverde e riconducibile a Valter Lavitola, detenuto a Rebibbia e accusato di essere il mandante dell'attentato contro il conduttore di Report Sigfrido Ranucci.

Nel mirino degli investigatori è finita anche la compagna dell'ex direttore dell'Avanti!, nell'ambito degli approfondimenti sulla gestione dell'attività. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, riporta LaPresse, figurano il riciclaggio e l'intestazione fittizia di beni. Gli accertamenti puntano a ricostruire disponibilità e flussi finanziari. 

 

Il Tribunale del Riesame di Roma ieri ha confermato la custodia cautelare in carcere per Lavitola, ritenuto dalla Procura il presunto mandante e organizzatore dell'attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci, e ha confermato anche l'aggravante del metodo mafioso. Intanto, prosegue l'esame dei telefoni dei dispositivi informatici sequestrati agli indagati. I consulenti informatico-forensi incaricati dalla Procura di Roma stanno completando l'analisi del materiale. Il materiale acquisito da smartphone e computer è molto copioso. Tra gli accertamenti c'è anche il tentativo di recuperare, laddove tecnicamente possibile e sulla base degli accordi con il gestore del servizio estero e l'eventuale concessione della rogatoria da parte dello stato straniero di riferimento, le chat eventualmente cancellate. L'obiettivo è verificare se dai dispositivi possano emergere conversazioni eliminate tra Lavitola e Gomes Clesio Tavares, attualmente irreperibile in Africa, e tra lo stesso Tavares e i quattro indagati ritenuti gli esecutori materiali dell'attentato. Il recupero dei messaggi potrebbe consentire di ricostruire contatti, tempi e modalità della presunta organizzazione dell'esplosione contro l'abitazione di Ranucci. L'attività sui dispositivi assume rilievo perché gli investigatori stanno cercando di ricostruire la catena dei rapporti tra il presunto mandante, l'intermediario e coloro che avrebbero materialmente predisposto e compiuto l'attentato. Le eventuali conversazioni recuperate dovranno essere confrontate con gli altri elementi raccolti nell'inchiesta. 

 

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