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Ranucci, la Procura indaga sui buchi nelle chat con Lavitola. “Salti temporali”
Si concentrano sui presunti 'buchi' nelle comunicazioni tra Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci le indagini della procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sull'attentato avvenuto lo scorso ottobre davanti all'abitazione del giornalista. In particolare accertamenti verranno svolti dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma e Frascati sui 'salti' temporali nelle chat fra i due sia prima che dopo l'esplosione dell'ordigno rudimentale. Parallelamente i pm, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, stanno svolgendo indagini sul fronte finanziario che riguarda gli affari di Lavitola, anche sul versante del carbon credit in Africa.
Intanto questa mattina la procura ha incassato la conferma dell'impianto accusatorio da parte del tribunale del Riesame che ha respinto le istanze delle difese di Lavitola che resterà quindi in carcere. I giudici con la decisione hanno anche confermato l'aggravante del metodo mafioso per l'ex editore, reo confesso. "Il tribunale del Riesame ha confermato l'ordinanza cautelare. Chiaramente noi rispettiamo in pieno quelle che sono le decisioni della magistratura, anche se non le condividiamo assolutamente sia in fatto che in diritto. Ora attenderemo che siano depositate le motivazioni che arriveranno entro 45 giorni ma già oggi presenteremo ricorso in Cassazione, quindi per saltum, contro l'ordinanza del gip che ha rigettato la nostra richiesta sulla perdita di efficacia della custodia cautelare che riteniamo sia ampiamente fondata". È quanto afferma l'avvocato Sergio Cola, difensore di Lavitola, accusato e reo confesso di essere il mandante dell'attentato a Ranucci.