Famiglia nel bosco
Famiglia nel bosco, sì al ricongiungimento. Ma senza rientro immediato
Non ci sarà un rientro immediato per i tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia anglo-australiana diventata nota come la "famiglia nel bosco". Il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila ha infatti scelto la via della gradualità: i bambini continueranno per ora a vivere nella struttura protetta di Vasto, dove si trovano dallo scorso novembre, ma il provvedimento apre concretamente alla prospettiva di un loro ritorno in famiglia. Secondo quanto stabilito dai giudici, il reinserimento familiare procederà per fasi successive, sotto la supervisione dei servizi sociali. Il primo passaggio riguarderà la scuola: i tre minori inizieranno a frequentare l'istituto pubblico. Solo in un secondo momento - non prima di un mese, e comunque a condizione che le relazioni degli assistenti sociali siano favorevoli - potranno trascorrere il primo weekend completo con i genitori nella casetta in pietra di Palmoli, insieme agli animali di famiglia. L'eventuale uscita definitiva dalla casa famiglia resterà quindi legata all'esito positivo di queste verifiche progressive.
La vicenda giudiziaria è iniziata nel settembre 2024, quando l'intera famiglia fu ricoverata d'urgenza per un'intossicazione da funghi selvatici raccolti nel bosco dove viveva isolata dal 2021. Da quell'episodio scaturì l'intervento dei servizi sociali, che ravvisarono condizioni di vita ritenute a rischio per i bambini. Nel novembre 2025 il Tribunale dispose l'allontanamento dei tre minori; a marzo 2026 fu inoltre sospesa la responsabilità genitoriale della madre, giudicata poco collaborativa con gli operatori. Nei mesi successivi la coppia ha compiuto passi ritenuti significativi dal Tribunale: ad aprile Nathan ha firmato il contratto per una nuova abitazione, concessa in comodato gratuito dal Comune di Palmoli e conforme agli standard di abitabilità richiesti; a maggio i due genitori hanno avviato un percorso di sostegno alla genitorialità. A giugno, le relazioni finali di periti ed esperti li hanno giudicati idonei al ruolo genitoriale, portando l'avvocato della famiglia a chiedere il rientro immediato dei figli.
Il legale della coppia, Simone Pillon, ha commentato la decisione definendola un passo avanti ma insufficiente. "Si tratta certo di un significativo passo in avanti rispetto alla situazione attuale, ma spiace tuttavia dover prendere atto che il lungo percorso giudiziario pare ancora lontano dal necessario e auspicabile pieno ricongiungimento familiare". Pillon ha annunciato reclamo alla Corte d'Appello, pur assicurando piena collaborazione della famiglia con tutrice, curatrice e servizio affidatario nell'applicazione provvisoria del decreto.