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Il gruppo anarchico italiano nella lista Usa dei terroristi. Dentro anche il dem De Rosa

L'associazione è stata costituita nel 2018 a San Giuliano Terme. Tra i referenti un esperto di politiche digitale del Pd in Europa

Davide Di Santo
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Nessuno si era occupato del collettivo Autistici/Inventati (A/I) prima di noi de Il Tempo, che in tempi non sospetti lo avevamo messo al centro di un’inchiesta. Era l’aprile scorso quando abbiamo svelato l’«altra Rete», quella delle piattaforme tecnologiche che garantiscono anonimato totale ad anarchici, insurrezionalisti e antagonisti in Italia, in Europa e nelle Americhe. Ebbene, ora che Donald Trump ha messo il gruppo italiano nella lista nera dei terroristi globali, lanciando così un segnale a chiunque supporti in ogni modo attivitàterroristiche, dall’area della sinistra più tenera con il mondo antagonista si stracciano le vesti gridando all’abuso e alla censura.

 

Non solo. Emerge che l’associazione AI Odv, costituita nel 2018 a San Giuliano Terme in provincia di Pisa, creata per raccogliere finanziamenti e donazioni indica tra i suoi referenti un uomo delle istituzioni nazionali ed europee. È Paolo De Rosa che oggi lavora alla Commissione europea come Policy Officer nell’ambito dell’identità digitale. In passato è stato responsabile tecnologico dei governi Gentiloni, Conte e Draghi e ha lavorato a progetti come Immuni e Green pass. Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia, ECR al Parlamento europeo, ricorda che «lo stesso De Rosa nel 2023 fu designato come membro del Gruppo di lavoro sulle politiche digitali e l’innovazione del Partito Democratico, presentato a Roma dalla Segretaria Elly Schlein». E annuncia un’interrogazione urgente alla Commissione europea «per chiedere se fosse a conoscenza del ruolo di De Rosa nell’associazione fiancheggiatrice del collettivo 'Autistici/Inventati' e se ritenga» che «tale ruolo sia compatibile con il suo attuale impiego presso la Commissione stessa».

La vicecapogruppo a Montecitorio, Augusta Montaruli, annuncia che FdI presenterà «anche alla Camera un’interrogazione» sul caso De Rosa sollevato da Torinocronaca. Tra i nodi da sciogliere il motivo per cui «un funzionario che avrebbe rapporti con la sinistra italiana si occuperebbe di una associazione ritenuta dagli Usa illegale e attiva tra gli hacker di nuclei anarchici e islamisti in Italia e in Europa e nel mondo», dichiara Montaruli.

 

Ma cosa fa il collettivo A/I e perché ora è considerato una «organizzazione terroristica globale»? Washington lo accusa di essere «un gruppo estremista (...) che costruisce e gestisce l’infrastruttura digitale per celluleviolenteAntifae altri militanti di estrema sinistra in tutto il mondo». Nella nostra inchiesta abbiamo mostrato gli strumenti di anonimato digitale offerti a ogni tipo di gruppo radicale ed estremista di sinistra. La piattaforma non chiede dati personali se nonun’adesione ai valori del suo «manifesto», una sorta di esame politico. E offre gratuitamente email e messaggi istantanei criptati per parlare in segretezza.

Il gruppo si vanta di ospitare decine di migliaia di caselle, migliaia tra blog e siti e altrettante mailing list, con costi di gestione di circa 20mila euro l’anno, coperti da donazioni e autofinanziamento. Alcuni di questi servizi sono al momento oscurati o bloccati dopo il provvedimento di Washington, così come i canali per la raccolta fondi.

Tra i servizi di A/I c’è la base tecnologica della piattaforma NoBlogs che ospita i più noti siti anarchici e insurrezionalisti. Su queste vie digitali viaggiano comunicazioni, propaganda e rivendicazioni.

Per Washington A/I è «un nodo chiave di una campagna transnazionale condotta da reti violente e criminali di estrema sinistra per destabilizzare gli StatiUniti e i loro partner». Si sono servite di questi servizi cellule responsabili di attacchi e sabotaggi in Oregon e in Georgia, oltre che in Europa. Gli attivisti dal canto loro esprimono stupore e preoccupazione per il provvedimento subito, parlano di ritorsione per l’impegno ProPal e annunciano che continueranno per la loro strada.

Da Pd e sinistra arrivano difese d’ufficio. Elisabetta Piccolotti di Avs sostiene che Trump vuole «criminalizzare le sinistre in tutto ilmondo con il sostegno di Giorgia Meloni». Ma il punto è un altro, e riguarda la partita della sicurezza globale che oggi si gioca su vari tavoli. Uno di questi è la guerra radicale agli Stati e alla «tecnocrazia» che i gruppi antagonisti ora combattono anche attraverso gli odiati mezzi tecnologici.

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