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Ore decisive per il futuro di Report. La Rai pensa al dopo Sigfrido. È giallo sulla soluzione

Marco Zonetti
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 Ore decisive per le sorti di Report, adesso che la Rai ha infine sciolto la riserva decidendo di privare Sigfrido Ranucci delle redini della trasmissione. Già oggi si dovrebbe tenere la riunione tra l’ad Giampaolo Rossi, il direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini e il direttore delle Risorse umane Felice Ventura.

La situazione è quanto mai delicata e la scelta del sostituto altrettanto complessa visto che, fin dal 27 marzo 2017, il programma è stato guidato dal giornalista e vicedirettore nell’ambito della direzione approfondimento. In questi oltre nove anni, Ranucci è stato il volto ufficiale di Report, sovrapponendosi alla trasmissione d'inchiesta di Rai3 fino a identificarsi in essa, e viceversa.

 

All’epoca dell'abbandono di Milena Gabanelli nel 2017 in polemica con i vertici Rai in quota Pd, si pensava che nessuno avrebbe potuto ereditarne il testimone, e invece Ranucci è riuscito a soppiantarla divenendo a sua volta uno dei personaggi più noti del panorama televisivo italiano e trasformando il brand Report in un marchio personale. Vari nomi sono dunque stati vagliati in qualità di suoi possibili rimpiazzi, non senza difficoltà. Durante alcuni colloqui informali con la dirigenza Rai, la stessa Gabanelli ha declinato l’invito a riprendere in mano la creatura da lei fondata, preferendo restare nel suo sancta sanctorum di Sasso Marconi. Pure, Gabanelli non sarebbe contraria all’ipotesi di richiamare Giovanni Minoli, giornalista Rai di lungo corso gradito trasversalmente e ideatore del prototipo di Report, Professione Reporter.

Si è altresì pensato alla carta «interna» con Giorgio Mottola, firma storica di Report chiamata in causa per la questione delle cifre relative alle sue inchieste. Così com’è stato preso in considerazione un altro membro della redazione, Giulio Valesini, magari in tandem con Mottola. La scelta privilegerebbe la continuità con il vecchio - e più politicamente controverso - corso della trasmissione, ma l’idea della conduzione corale appare poco fattibile.

 

Per gli «esterni» è stato poi valutato Alessio Zucchini, mezzobusto del Tg1 non dichiaratamente legato ad alcuno schieramento politico e quindi scelta neutrale di garanzia. Accarezzate anche le ipotesi Francesca Fagnani e Salvo Sottile, tutti e due però in procinto di ripartire con Belve e Ore14. Tale soluzione risulta dunque poco plausibile, giacché lo spostamento a Report lascerebbe vacanti altre importanti conduzioni.

Stessa sorte di Federico Ruffo. Già collaboratore di Report e, a quanto appreso dalle chat di Ranucci, a lui non molto gradito, se soffiasse il posto a Sigfrido dovrebbe lasciare il timone di Mi manda Raitre, anch'esso pronto a ripartire. Ruffo resta comunque il favorito.

Intanto, i consiglieri di amministrazione Rai Di Majo (M5s), Natale (Avs) e Di Pietro (Dipendenti) hanno invitato ad accertare se Walter Lavitola influenzasse davvero le inchieste di Ranucci. Se sì, questi andrebbe rimosso, altrimenti si tratterebbe di una grave ingerenza politica con possibili rivalse giudiziarie contro la Rai da parte del diretto interessato ed eventuali danni economici per perdita di ascolti. Una cosa è certa: qualunque cosa succeda, l'affaire Ranucci non sarà archiviato tanto presto.

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