Ostreopsis ovata sulle coste italiane: la microalga tropicale mette in ginocchio le spiagge
Il caldo anomalo che sta investendo il Mediterraneo non porta con sé solo temperature record, ma anche ospiti indesiderati che prosperano proprio grazie a quelle condizioni. È il caso dell'Ostreopsis ovata, una microalga la cui presenza lungo le coste italiane si fa ogni estate più insistente, complice l'innalzamento delle temperature marine legato alla crisi climatica. Nelle ultime settimane le segnalazioni si sono moltiplicate da sud a nord, coinvolgendo tratti di costa pugliesi, toscani e laziali, con conseguenti bandiere rosse e stop alla balneazione in diverse località.
Si tratta di un'alga unicellulare appartenente al gruppo delle Dinoflagellate, originaria degli ambienti tropicali e verosimilmente giunta nel Mediterraneo attraverso le acque di zavorra delle imbarcazioni. Le prime osservazioni lungo le coste pugliesi risalgono ai primi anni Duemila, ma da allora la sua diffusione è aumentata in modo costante, tanto da essere ormai monitorata stabilmente dalle agenzie regionali per la protezione ambientale. Come chiarisce l'Arpa Puglia sul proprio portale, l'alga trova le condizioni ideali per svilupparsi in acque calme, calde e ben illuminate. Gli elementi che ne favoriscono la fioritura sono temperature elevate, alta pressione atmosferica, buona luminosità e soprattutto un prolungato periodo di mare piatto, superiore ai dieci-quindici giorni: uno scenario sempre più frequente nelle estati italiane degli ultimi anni.
Il problema principale legato all'Ostreopsis ovata riguarda una tossina, simile alla palitossina, che l'organismo produce e che può avere conseguenze sia sulla fauna marina sia sull'uomo. Sul fronte ambientale, la sostanza è stata associata a episodi di moria tra stelle marine, ricci, granchi e molluschi cefalopodi. Per quanto riguarda i bagnanti, l'esposizione alla tossina - soprattutto quando veicolata dall'aerosol marino generato dalle mareggiate - può causare disturbi come riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, irritazioni cutanee e congiuntiviti. Il rischio aumenta nei periodi di elevata concentrazione dell'alga in acqua e sui fondali, e in particolare dopo il moto ondoso, che disperde le tossine nell'aria respirabile lungo la costa. Gli esperti raccomandano, in presenza di fioriture accertate, di evitare la permanenza su coste rocciose durante le mareggiate e di limitare il consumo di specie come i ricci di mare, che nutrendosi delle alghe possono accumulare la tossina nei propri tessuti.
I divieti di balneazione scattano quando la concentrazione di cellule algali supera le soglie di sicurezza stabilite. In Puglia la situazione è monitorata con particolare attenzione al largo di Molfetta e Giovinazzo, dove sono state individuate quattro aree classificate a rischio elevato. Nicola Ungaro, dell'Arpa Puglia, ha precisato al quotidiano "la Repubblica" che la presenza dell'alga non comporta un divieto assoluto di frequentare la costa o fare il bagno, ma richiede maggiore prudenza in circostanze specifiche, come quando il mare è agitato. Restrizioni sono state disposte anche a Santa Marinella, nel Lazio, oltre che in Sicilia nell'area del Palermitano, a Marina di Pisa in Toscana e a Genova, nella zona di Quinto al Mare.
Il fenomeno delle alghe "anomale" non si esaurisce con l'Ostreopsis ovata. In Liguria è stata segnalata la Pyramimonas, un'alga priva di tossicità ma capace di colorare intensamente di verde gli specchi d'acqua, con avvistamenti concentrati nella zona di Levante. A livello internazionale, uno studio ha inoltre documentato la presenza della Caulerpa cylindracea nel golfo di Miramare, a Trieste: una specie aliena invasiva originaria dell'Australia, osservata per la prima volta nel 2022 e che, secondo i ricercatori, si sarebbe ormai insediata stabilmente in quell'area del golfo triestino.
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