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Bologna, la piazza di Lepore finisce tra bombe carte e lacrimogeni

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Foto: LaPresse

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Momenti di forte concitazione a Bologna, dove a seguito del presidio indetto dal sindaco Matteo Lepore per esprimere vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir, deceduto durante un controllo di polizia al Pilastro, ha preso il via una manifestazione violenta ai danni degli agenti di polizia. Dopo il momento istituzionale, a cui hanno preso parte tra gli altri anche il presidente della Comunità Islamica di Bologna, Yassine Lafram e il presidente della Regione, Michele De Pascale, il corteo si è spostato da Piazza del Nettuno alla volta della Prefettura: qui i manifestanti hanno urlato insulti alle forze dell'ordine, definendo "Assassini" gli operatori di polizia. La protesta è degenerata nel lancio di oggetti tra cui bottiglie, cartelli stradali divelti e una bomba carta. Gli agenti, schierati in tenuta antisommossa, hanno cercato di disperdere i manifestanti con lacrimogeni e idranti.

"Quello che è accaduto a Bologna è la diretta e prevedibile conseguenza dell'irresponsabilità politica di chi alimenta il sospetto contro le Forze dell'Ordine. Il sindaco Lepore, convocando una piazza 'per chiedere verità e giustizia' a caldo e prima ancora che la magistratura possa fare il proprio lavoro, di fatto ha spianato la strada all'odio della galassia antagonista. Parlare di 'giustizia' come se qualcuno stesse insabbiando i fatti è un'allusione grave che soffia sul fuoco del pregiudizio anti-divisa. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: manifestanti che urlano 'assassini' ai poliziotti, lanciano bombe carta, prendono d'assalto i blindati e costringono gli agenti a difendersi. Per gestire questa piazza aizzata dalle parole del Sindaco lo Stato è stato costretto a mobilitare d'urgenza i Reparti Mobili da Padova, Firenze e Roma, con un dispendio economico di centinaia di migliaia di euro. È inammissibile che le istituzioni facciano da cassa di risonanza alla piazza violenta esponendo i poliziotti al linciaggio e creando un danno enorme alla sicurezza pubblica. Chiediamo che ognuno si assuma le proprie responsabilità: chi riveste ruoli di governo della città non può comportarsi come un agitatore di piazza". Lo dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del Sindacato di Polizia Coisp.

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