"Faziosità e indottrinamento, messaggio-comizio del prof": la denuncia di uno studente
Agire con partigianeria e sostenere una fazione senza oggettività è un comportamento che dovrebbe essere lontano anni luce dalle aule. Gli insegnanti dovrebbero esortarci a non leggere la storia con i paraocchi, a maggior ragione quando escono i quadri e bisogna effettuare bilanci. E proprio in questo frangente, però, arriva alla nostra casella la mail che non ti aspetti. Un professore di latino e greco di un liceo classico romano, racconta uno studente anonimo, non solo avrebbe espresso una visione più che parziale sul conflitto che si sta svolgendo in Medio Oriente, ma addirittura avrebbe paragonato le nostre istituzioni ai «miti carnefici» di Montale, ovvero a coloro che, pur macchiandosi di atrocità inaudite, continuano a vivere nell’indifferenza. «Avete vissuto questi tre anni di liceo – avrebbe scritto ai suoi discenti nel tradizionale messaggio antecedente alle vacanze - mentre si compiva lo sterminio a Gaza. Quello che è successo in questi tre anni nei confronti della popolazione civile innocente, dei bambini, degli anziani, delle donne, dei medici, dei giornalisti e anche dei giovani uomini (tutti terroristi di Hamas i giovani gazawi?) non dimenticatelo. Non dimenticate i responsabili: le donne e gli uomini di potere dei paesi cosiddetti civili e democratici, non solo chi ha premuto il grilletto, lanciato missili, sganciato bombe, guidato droni, ma anche chi ha prodotto e venduto armi, chi ha avuto responsabilità politiche, chi ha lucrato dividendi e fatto profitti, e chi è rimasto ignavo a guardare senza fare niente».
Peccato che non solo il prof coinvolto avrebbe omesso di dire che quanto sta accadendo a certe latitudini è la conseguenza, seppur discutibile, di quanto è accaduto il 7 ottobre (dove sono morti più di mille innocenti solo perché ebrei), ma soprattutto avrebbe dimenticato di specificare che chiunque ha un ruolo politico, in Italia, debba dar conto innanzitutto alla Costituzione. E questa recita che bisogna il possibile per promuovere la “pace” e non ci si può occupare di conflitti che vanno oltre confine. Il prof a cui si fa riferimento non solo avrebbe ignorato tutto ciò, ma addirittura avrebbe esortato le nuove generazioni a ribellarsi: «Alcuni di voi - avrebbe postato - occuperanno posizioni di potere, diventeranno dirigenti di importanti aziende, maneggeranno capitali, conosceranno altre persone di potere, amministratori di grandi imprese e funzionari dello Stato e dell’Unione Europea. Sarebbe interessante chiedere a ognuno di loro: hai mai sentito parlare di Hind Rajab (ndr. la bambina palestinese uccisa il 29 gennaio 2024)? Cosa facevi? Cosa hai fatto dopo?».
E poi arriva la metafora che non t’aspetti. Un’intera classe dirigente viene paragonata a chi, nel secondo conflitto mondiale, aveva ucciso un popolo solo perché professava una religione diversa o non semplicemente perché non era “ariano”. «Quando vi capiterà di vedere la faccia rapace di uno dei potenti di oggi – avrebbe scritto nella sua lettera - guardatelo negli occhi ricordando la “Primavera hitleriana” di Montale: il muso dei capretti uccisi e la sagra dei miti carnefici. E soprattutto: più nessuno è incolpevole. Qualche volta, rileggete le ultime parole di Virgilio a Dante nel XXVII del Purgatorio». A tal proposito, è addirittura disposto ad avviare un corso diverso da quelli previsti nei programmi ministeriali. «Se vi va – è l’invito - ci vediamo al cinema e ci scambiamo libri». Ecco perché il libero studente ci chiede: «Quante ragazze e ragazzi ricevono questo trattamento in Italia?». Considerando il buon operato del ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, siamo certi che sia un caso isolato, altrimenti «indottrinamento» e «faziosità», come rimarcato dallo stesso giovane, sarebbero all’ordine del giorno e ciò sarebbe gravissimo.
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