Cerca
Edicola digitale
+

Lavitola, i pm gli contestano il reato di strage. Ranucci: tra noi rapporto di amicizia

Luigi Frasca
  • a
  • a
  • a

Indagato anche per il reato di strage. Nel procedimento emesso dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma nell'ambito dell'attentato a Sigfrido Ranucci ed eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma nei confronti di Valter Lavitola, risultano indagati, oltre all'imprenditore ed ex editore, altre sei persone. A vario titolo, la Procura contesta loro i reati di concorso nel tentato delitto di strage, detenzione, porto e impiego illegale di esplosivi, danneggiamento aggravato e minaccia aggravata, tutti contestati con l'aggravante del metodo mafioso. Secondo l'ipotesi accusatoria, Lavitola avrebbe rivestito il ruolo di mandante dell'azione, mentre in particolare uno degli indagati avrebbe svolto la funzione di intermediario tra il presunto mandante e gli esecutori materiali dell'attentato.

Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno consentito di individuare in un cittadino camerunense  l'anello di collegamento tra il presunto mandante e gli esecutori materiali. Gli investigatori evidenziano che questi risulta dipendente dal 2017 della società che gestisce un ristorante riconducibile a Lavitola. Un elemento che, insieme alle intercettazioni telefoniche e all'analisi delle celle telefoniche, avrebbe contribuito a delineare il quadro investigativo. 

 

Il conduttore di Report ha dichiarato al Corriere della sera che "Valter è un amico vero, fra di noi c'è un grande affetto. Da quando ho saputo del suo coinvolgimento presunto nell'attentato nei confronti miei e della mia famiglia sono stati giorni pesantissimi". Sulla vicenda Ranucci osserva che "posso solo pensare che lui non avrebbe mai voluto fare del male a me e alla mia famiglia. Ho piena fiducia nel lavoro della magistratura e in quello dei nuclei dei carabinieri che stanno indagando su questa storia. Le loro indagini sono state straordinarie sotto ogni profilo, anche quello etico e morale". 

"La vita talvolta è davvero sorprendente. Le indagini sull'attentato davanti casa di Sigfrido Ranucci stanno facendo emergere un'ipotesi inquietante, secondo cui il mandante dell'attentato sarebbe il noto faccendiere pregiudicato Valter Lavitola - scrive in una nota Raffaele Speranzon, vicepresidente vicario dei senatori di Fratelli d'Italia - L'aspetto che lascia basiti è che tra i due, presunto mandante e vittima, pare ci sia un legame di amicizia. Questo scenario smentirebbe i vergognosi teoremi che qualcuno ha provato a imbastire, relativi a un collegamento tra la bomba ed esponenti del governo e della maggioranza. Seguiamo i lavori della Procura, sperando che si faccia massima chiarezza su questo gravissimo episodio".

Dai blog