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Trump, ossessione per Meloni. Ancora attacchi alla premier: "Necessario un ordine restrittivo"

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Donald Trump continua a essere ossessionato da Giorgia Meloni. Dopo i recenti attacchi verbali contro la premier, infatti, tycoon è tornato con un nuovo post su Truth contro l'unico presidente europeo che finora gli ha risposto per le rime alle offese. Il presidente Usa ha pubblicato una foto-meme in cui Meloni lo guarda con "adorazione", accompagnata dal titolo "Restraining order needed" e cioè "necessario un ordine restrittivo". L'ennesimo affronto dopo il G7 di Evian e che arriva a un giorno dal vertice Nato di Ankara in cui si parlerà di spesa militare e Ucraina. 

Già nei giorni addietro Trump aveva iniziato a scaldare l'aria, dichiarando di prendere parte al meeting solo per rispetto del "padrone di casa" Recep Erdogan e liquidando dunque gli alleati come partner non reciproci e parassiti economici. A sostegno della sua tesi, il presidente Usa ha esibito un grafico con la somma delle spese militari dal 2014 a oggi: quasi mille miliardi di dollari messi sul piatto da Washington, a fronte dei circa 90 miliardi del Regno Unito, dei 66 della Francia e dei quasi 49 dell'Italia. 

 

La distorsione narrativa di Trump è insita nel confrontare grandezze che non condividono la stessa scala economica, demografica e territoriale. Infatti, se si rapportano quegli stessi miliardi alla popolazione di ciascun paese, si scopre che il divario pro capite tra i cittadini americani e quelli europei si riduce drasticamente rispetto alla sproporzione suggerita dal grafico presidenziale. Per questa ragione, la stessa NATO adotta come parametro di riferimento il rapporto tra la spesa militare e il Prodotto Interno Lordo, una metrica che livella le asimmetrie misurando il reale sforzo in base alla ricchezza nazionale. Pur rimanendo vero che gli Stati Uniti mantengono la quota più alta e che spingono gli alleati verso il nuovo e ambizioso obiettivo del 5% del PIL entro il 2035, la rappresentazione di un'Europa che non spende nulla è smentita dai dati reali di bilancio.

Restano però gli attacchi ingiustificati e personali ai vari leader del mondo occidentale. Una mossa certamente ben vista da Russia, Cina e Iran che vedono la rottura dell'Alleanza come una vittoria da cui poter trarre qualche pericoloso vantaggio.

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