Commissione Covid, FdI dopo l'ultima audizione: "Soldi sperperati e verità scomode"
Oggi è stata la volta di Mauro Bonaretti, collaboratore della struttura commissariale di Domenico Arcuri durante la pandemia
La commissione d’inchiesta parlamentare sul Covid continua a lavorare a pieno regime per far luce sulle vicende più controverse dell’era pandemica. Oggi è stata la volta di Mauro Bonaretti, collaboratore della struttura commissariale di Domenico Arcuri durante la pandemia e oggi consigliere della Corte dei Conti. Ieri è stato ascoltato il fisico Alessandro Vespigani, professore e direttore del Network Science Institute presso la Northeastern University di Boston. Vespignani ha fatto parte di varie unità di crisi negli Stati Uniti durante il covid e nella sua libera audizione di ieri si è soffermato sulla seconda ondata della pandemia, quella dell’autunno-inverno del 2020. Una testimonianza dalla quale sono emerse diverse criticità nella gestione italiana di quel periodo, a partire dalle riaperture nell’estate 2020 giudicate un po’ troppo "allegre".
Conte nella tempesta, il leader grillino e sempre più nervoso
Vespignani ha spiegato come quell’estate sarebbe dovuta essere sfruttata come «una tregua da spendere» piuttosto che come «una partita vinta», perché «si sapeva che i contagi sarebbero aumentati in autunno». Autunno in cui, per chi non lo ricorda, fecero il loro ingresso le nuove chiusure a zone e a colori; e qui è emersa forse la parte più critica delle osservazioni dello statistico. Come osservato dal presidente di Commissione Marco Lisei, in quel periodo in Italia si presero le decisioni più complesse - appunto quelle sulle chiusure «a zone» - dando molto peso al così detto «indice RT», ovvero quello dei contagi generali. Un indice che anche allora molti scienziati criticarono, poiché giudicato troppo rigido per decidere cosa chiudere e quando, specie alla luce delle conseguenze di quei lockdown. Vespignani ha così illustrato il diverso metodo utilizzato in Usa. «Anche in Usa - ha detto - l’indice RT è stato un indicatore utilizzato, ma ha pesato in maniera diversa nella pianificazione di decisioni dai seri impatti socio economici». «Come in Italia, negli Stati Uniti - ha proseguito - sono state usate le chiusure "a colori", ma basandosi molto anche su indicatori, come la pressione ospedaliera e i casi di contagio severi. Un approccio multi modello, insomma». Cosa che da noi non sarebbe accaduta: «L’impressione - ha commentato Lisei - è che il modello italiano fosse troppo rigido, basato molto sui contagi e poco sul resto».
Il M5S aggredisce Il Tempo ma è un boomerang: sommersi dalle pernacchie
Tutti gli occhi però sono puntati sull’audizione di Bonaretti, collaboratore della struttura commissariale durante la pandemia, già direttore generale del Comune di Reggio, ex segretario generale a Palazzo Chigi con Renzi, poi capo di gabinetto con Graziano Delrio al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Bonaretti, personaggio poco noto al pubblico, mai indagato né coinvolto in alcuna inchiesta giudiziaria, ha lavorato a stretto contatto con Arcuri nella struttura commissariale durante la stagione della pandemia.
«Il lavoro d'inchiesta della commissione Covid continua a far emergere lo sperpero di denaro pubblico avvenuto durante la pandemia a causa della mala gestione dei Governi di allora- ha dichiarato in una nota Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d'Italia e componente della commissione Covid - Oggi, grazie all'esame testimoniale di Mauro Bonaretti, consigliere della Corte dei conti, già consulente della struttura commissariale, apprendiamo che sarebbe stato il Ministero della Salute a definire la quantità di dosi pari a ben dieci dosi per ogni abitante. A chi ha giovato questa spesa smisurata? Certo non ai cittadini, non ai contribuenti. Queste risultanze spiegano forse l'ostruzionismo delle opposizioni ai lavori della commissione Covid: si stanno scoprendo verità scomode».
Dai blog
Geo-podcasting, ecco la realtà aumentata con suoni e voci
Francesca Michielin: "Sui social la nuova caccia alle streghe"
L'annuncio di Fausto Lama: "Coma_Cose? Non escludo il ritorno"