Lefebvriani, consumato il nuovo scisma ad Écône: ordinati quattro vescovi senza il sì di Papa Leone
Tutto come previsto. I lefebvriani hanno ordinato, senza l'ok del Papa, quattro nuovi vescovi. L'appello lanciato da Leone XIV nelle ultime ore non è stato accolto dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X che è andata avanti per la sua strada. Quanto successo mercoledì mattina a Écône, in Svizzera, segna uno scisma dalla Chiesa Cattolica. Lo strappo si è consumato di fatto nel momento dell'ordinazione. In sostanza, quanto accaduto nelle circa cinque ore di celebrazione, è una replica di quanto già successo 38 anni fa, nel 1988, quando monsignor Marcel Lefebvre, morto scomunicato nel 1991, ordinò quattro vescovi, tra questi monsignor Alfonso de Galarreta e monsignor Bernard Fellay, consacranti di oggi. In quell'attimo è scattata la scomunica "latae sententiae" che vale per i due ordinandi e per i quattro vescovi ordinati: Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier.
Per quanto riguarda il futuro prossimo sono due le possibilità all'orizzonte: il Papa potrebbe riconoscere "solo" l'atto scismatico e quindi la decisione riguarderebbe i sei. La seconda possibilità, invece, è quella dello scisma vero e proprio: in questo caso sarebbero colpiti tutti i fedeli della Fraternità San Pio X, circa mezzo milione nel mondo, e ovviamente tutti i vari sacerdoti. Si attende, a questo punto, la comunicazione ufficiale della Santa Sede. Il Segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, parlando con i giornalisti accreditati in Vaticano ha espresso "dolore". "È un atto scismatico che rompe l'unità della Chiesa e che avrà delle sanzioni - ha detto ancora il porporato -. La mia speranza è che nonostante quello che è avvenuto oggi si possa riprendere il dialogo e trovare una soluzione". Per quanto riguarda il Concilio Vaticano II Parolin ha evidenziato che "è una pietra miliare nella storia della Chiesa e va accettato".
Leone XIV, da Agostiniano, dovrà prendere una decisione. Piccola nota, il principale scismatico della storia è stato proprio un ex Agostiniano: Martin Lutero. Tra i casi di scomunica più recenti quelle relative, nel 2006, a monsignor Emmanuel Milingo, postosi a capo di un movimento che propugna l'ordinazione di preti sposati e quello relativo a monsignor Dario Viganò scomunicato nel 2024 per le sue affermazioni pubbliche sul rifiuto di riconoscere e sottomettersi al Papa. Attenzione, però, al di là di quello che succederà è necessario dire che la scomunica può essere sempre revocata. Uno dei casi più recenti riguarda proprio i lefebvriani: nel 2009 Benedetto XVI revocò la scomunica dei vescovi ordinati nel 1988.
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