Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

In Commissione arriva l'audizione che già terrorizza Giuseppi

Domani viene ascoltato Mauro Bonaretti, ex braccio destro di Arcuri È stato testimone diretto dello scandalo delle mascherine dalla Cina

Dario Martini
  • a
  • a
  • a

La giornata di domani in Commissione parlamentare d’inchiesta Covid è da segnare sul calendario. È infatti prevista l’audizione di Mauro Bonaretti. Non è un personaggio abituato a stare sotto i riflettori. In molti non lo conoscono, ma è uno che ha frequentato per anni i palazzi della politica, sul versante che guarda a sinistra.


Soprattutto, è stato il braccio destro di Domenico Arcuri alla struttura commissariale chiamata a fronteggiare la pandemia. È stato convocato, quindi, per ripercorrere quell’anno, il 2020, quando furono ordinati e acquistati ingenti di dispositivi volti a contrastare il coronavirus. Quello che poi- giornalisticamente parlando - diverrà lo scandalo mascherine importate dalla Cina, con le aziende della Repubblica popolare che inviarono grossi quantitativi di forniture, molti dei quali non a norma, e attorno a cui gravitavano una serie di personaggi, i cosiddetti «mediatori» che avrebbero garantito un percorso agevolato per farli arrivare in Italia. Di questi fatti si è occupata a lungo anche la procura di Roma, che indagò una serie di persone, tra cui lo stesso Arcuri, il quale né è uscito totalmente indenne. La posizione dell’ex commissario, infatti, è stata archiviata.


Ma torniamo a Bonaretti. Prima di lavorare come consulente di primo piano per Arcuri, è stato direttore generale del Comune di Reggio, ex segretario generale a Palazzo Chigi con Renzi, poi capo di gabinetto con Graziano Delrio al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Oggi è consigliere della Corte dei Conti. Dopo la non felice esperienza come braccio destro dell’ex commissario all’emergenza Covid, il governo Draghi lo ripescò e, su proposta del ministro Giovannini, tornò a capo del Dipartimento per i trasporti e la navigazione del Mit. Di Bonaretti si è parlato quando divampò la grana Arcuri-Benotti.


Quest’ultimo, un ex giornalista Rai deceduto nel 2023, era finito al centro dell’inchiesta della procura di Roma per le commissioni milionarie sulle mascherine. Il suo nome venne fuori quando accompagnò Arcuri ad un incontro riservato (ma intercettato) con Be notti. Sentito dai pm di Roma, Bonaretti raccontò: «Credo sia stato subito dopo il mio arrivo alla struttura, tra aprile e maggio 2020. Io ero fisicamente presente all’inizio, perché mi trovavo in compagnia di Arcuri; poi, ho lasciato che Arcuri e Benotti parlassero per conto loro. Non so dire perché io affermi nella conversazione (intercettata, ndr) che Arcuri fosse agitato. Credo per lo stress per il suo impegno istituzionale».


Dall’inchiesta emerse anche che Benotti e Arcuri si sentivano spesso. Ebbero circa 1.200 contatti (tra chiamate e messaggi) in cinque mesi. Poi il silenzio. Più nulla. Tanto che Benotti se ne lamentò proprio con Bonaretti. A ottobre 2020 il giornalista Rai in aspettativa viene intercettato mentre avrebbe provato a riallacciare i rapporti. Ed è qui che intervenne Bonaretti, per stopparlo. Avrebbe provato a convincerlo così: «(Arcuri, ndr) mi ha detto no, guarda, perché ci tengo. Voglio evitare che Mario si sporca... Mi ha detto di non farti vivo in questa fase, di lasciarlo un attimo per evitare casini».

L’ipotesi degli inquirenti, in quell’epoca, era che il mediatore delle mascherine a quel punto avrebbe capito che sarebbe potuto incappare in qualche guaio, come un’inchiesta giudiziaria. Alla luce di tutto ciò, la testimonianza di Bonaretti diventa centrale. E propedeutica alle audizioni dei big che si terranno in seguito. Tra cui quella dello stesso Domenico Arcuri e quella dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
 

Dai blog