Meloni: «Fatti incredibili» sul Covid. E per il Quirinale Meloni apre al Capo di Stato di destra
Quanto sta emergendo dalla Commissione d’inchiesta sul Covid è «oggettivamente incredibile». A dirlo il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ospite di "10 minuti" su Rete 4. Intervenendo sullo scandalo di cui si è occupato, per giorni, "Il Tempo", la premier sottolinea come meriti «l’attenzione di un giornalista il fatto che si dica che sono state date commissioni per milioni di euro di soldi degli italiani per importare con gara diretta dalla Cina mascherine farlocche, mentre c’era gente che faceva tutti i sacrifici possibili per salvare gli italiani dal Coronavirus».
La prima inquilina di Palazzo Chigi non si sottrae, comunque, dall’affrontare tutti i principali dossier di politica interna, a partire dal lavoro. Conferma, ad esempio, quella convinzione per cui il "salario giusto" sia una risposta molto più efficiente di quello "minimo", chiesto da una parte delle opposizioni. Cosi come lascia intendere di aver puntato davvero tante delle sue fiches politiche sul Piano Casa: «Ci diamo come obiettivo quello di ristrutturare 60 mila case popolari che esistono, ma non si possono assegnare»
C'e, però, un altro tema di cui la politica romana non aveva mai parlato tanto esplicitamente. Se vogliamo, si tratta di una "prima" quasi assoluta. L'inquilina di Piazza Colonna, senza giri di parole, sostiene come la coalizione, da lei guidata, possa puntare davvero al Colle. «Tante cose sono cambiate in questi anni. Non è detto che non possa essere superato anche quest’altro grande tabù di un presidente della Repubblica non di centrosinistra». La prima donna a Chigi ci crede, s’intuisce. Anche se non rinuncia a mettere un po' di carne (politica) sul fuoco per alimentare l'elettorato quando evidenzia come tale eventualità «è terribile per un certo establishment».
Particolare attenzione, comunque, viene riservata soprattutto alle priorità di cui si dovrà occupare l’esecutivo, dalle tasse, passando per la sicurezza, su cui «occorrono soluzioni che siano efficaci» sino ai migranti. A proposito della discussa "remigrazione", sottolinea come con questa parola, a suo parere, si indichino i rimpatri volontari assistiti, di cui chi ha le redini del Paese si sta già occupando. Non manca, però, una stoccata nei confronti del generale Vannacci: «Non mi pare che ci sia grande differenza tra il suo movimento e tutti gli altri partiti di opposizione».
L'ultima intervista della premier non esclude neanche i principali dossier internazionali, a partire dai rapporti col presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: «Non sono antiamericana oggi, non ero inginocchiata ieri. Credo che l'Occidente sia più forte unito». Parlando del primo inquilino della Casa Bianca, ad ogni modo, Meloni non rinuncia a rimarcare come sia una donna che non si fa «mancare di rispetto da nessuno».
Rispetto al quadro globale un'esternazione pure sul caso Rutte, che aveva parlato di 500 voli Usa partiti dalle basi in Italia alla volta dell’Iran. Il segretario generale della Nato, con quest’uscita, a suo dire, è stato «approssimativo». Chiarisce, infatti, come le operazioni finite al centro delle polemiche rientrino «nelle normali attività» e che sia sempre stato autorizzato solo quanto previsto dagli accordi in vigore. Motivo per cui le polemiche sollevate dalla minoranza non avrebbero alcuna ragione di esistere.
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