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Garlasco, Bruzzone in tv scatena i social: "Legame significativo con la vittima"

Ignazio Riccio
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Le parole di Roberta Bruzzone hanno fatto il giro del web in poche ore. Ospite ieri sera a “Quarto Grado”, il programma di approfondimento sui casi di cronaca irrisolta condotto su Rete 4 ogni venerdì in prima serata, la criminologa ha offerto la sua lettura della dinamica omicidiaria nel caso di Garlasco, riportando il delitto di Chiara Poggi al centro del dibattito pubblico.

“La dinamica omicidiaria ha altissimo coefficiente emotivo”, ha dichiarato Bruzzone, “chi l'ha uccisa l'ha fatto con una rabbia feroce, mostrando chiaramente un accanimento in particolare in un'area molto simbolica, quella del capo e del volto, e questo normalmente dispone per un coinvolgimento diretto, per una relazione significativa tra autore e vittima”.

 

Un'analisi tecnica, quella della criminologa, che si inscrive nella linea interpretativa favorevole alla verità giudiziaria: quella che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima. Ma sui social, la reazione è tutt'altro che univoca. Il caso di Garlasco, tra i più longevi e divisivi della cronaca nera italiana, torna a spezzare in due l'opinione pubblica.

Da una parte chi condivide la lettura di Bruzzone, dall'altra chi la smonta. E nel mezzo, il solito frastuono dei social, dove ogni dichiarazione diventa munizione per uno dei due "schieramenti" che da anni si fronteggiano a colpi di hashtag.

C'è chi non risparmia ironia sulla figura stessa della criminologa. Un utente scrive: “Le va riconosciuto un dominio linguistico assoluto: il suo ritmo ad alta frequenza crea un sovraccarico cognitivo localizzato con disconnessione temporanea nel telespettatore medio, che resta ipnotizzato pur senza aver capito nulla”. Una critica alla forma più che al contenuto, che fotografa bene il rapporto ambivalente che il pubblico ha con gli esperti televisivi.

Sul merito, invece, il fronte degli scettici si fa più aggressivo. “Parla più per auto convincersi che per convincere gli altri”, scrive un altro utente. “Gli omicidi di cui parla hanno un pregresso che Chiara e Alberto non hanno”. Un argomento ricorrente tra chi sostiene l'innocenza di Stasi: la relazione tra i due giovani non presenterebbe, secondo questa lettura, i trascorsi di conflittualità che solitamente caratterizzano i delitti passionali.

 

Chi difende Stasi non manca di far notare presunte incoerenze nella posizione di Bruzzone rispetto ad altri casi: “Fatele notare che per difendere Sempio afferma che un movente pornografico non può bastare a scatenare un omicidio, mentre per Stasi affermava l'esatto contrario”. Un commento aspro nei toni, che mette il dito su un punto dibattuto: la coerenza degli esperti che ruotano da un caso all'altro nei salotti televisivi.

Tra i sostenitori di Stasi, circola anche un'argomentazione di ordine tecnico-investigativo: “Un dettaglio che molti dimenticano: i carabinieri che si mossero all'interno della villetta di Garlasco subito dopo il delitto risultarono completamente privi di imbrattamento di sangue. Finitela con i teoremi infondati”. Un riferimento indiretto alle teorie sulla scena del crimine che, nel corso degli anni, hanno alimentato dubbi sulla ricostruzione ufficiale.

Sul versante opposto, qualcuno rilancia la questione delle prove portate dagli studi indipendenti: “Lo studio di Fabio Falleti dimostra che Alberto Stasi ha mentito!”.
Non mancano, come da copione in questi casi, le invettive personali nei confronti della criminologa, che non verranno riportate per la loro virulenza. Il punto, però, non è la correttezza del linguaggio usato dai commentatori: è l'intensità con cui, a quasi vent'anni dal delitto di Garlasco, una singola frase pronunciata in televisione riesce ancora a infiammare migliaia di persone.

Il caso, chiuso per la giustizia italiana con la condanna definitiva di Stasi a sedici anni, rimane apertissimo nella percezione collettiva. E ogni dichiarazione, degli esperti come dei semplici utenti, finisce per alimentare un dibattito che, evidentemente, non accenna a spegnersi.

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